Il quartiere di Beirut rifiuta il centro per sfollati in mezzo alle tensioni settarie

I timori settari riemergono nell'area Karantina di Beirut mentre i residenti rifiutano il progetto di un centro per sfollati, evidenziando le tensioni persistenti dell'era della guerra civile.
Il quartiere Karantina di Beirut è diventato l'ultimo luogo di tensioni settarie in Libano, poiché i residenti hanno rifiutato un piano per creare un centro per sfollati nell'area. Il progetto, destinato a fornire alloggi temporanei agli sfollati a causa della devastante esplosione del porto di Beirut nel 2020, ha riacceso le paure dell'era della guerra civile e le divisioni settarie che da tempo affliggono il Paese.
Karantina, una zona operaia con una popolazione mista di residenti sunniti, sciiti e cristiani, ha una storia di essere emarginata e trascurata dal governo libanese. Il rifiuto da parte della comunità del progetto del centro per sfollati è radicato in una profonda sfiducia nei confronti delle autorità e nel timore di essere ulteriormente emarginati o alterati demograficamente dall'afflusso di residenti sfollati.
"Non ci fidiamo del governo", ha detto Rania Masri, residente a Karantina. "Abbiamo paura che utilizzino questo progetto per cambiare la composizione demografica del nostro quartiere e attirare persone che non appartengono a questo posto". Questo sentimento è condiviso da molti nella comunità, che vedono il centro per sfollati come una minaccia alla loro identità sociale e culturale.
Le tensioni a Karantina riflettono le divisioni più ampie che hanno afflitto il Libano dopo la guerra civile quindicennale del paese, terminata nel 1990. La guerra, combattuta in gran parte secondo linee settarie, ha lasciato un'eredità duratura di sfiducia e paura, con molte comunità libanesi ancora diffidenti nei confronti dei cambiamenti demografici che potrebbero sconvolgere il delicato equilibrio settario del paese.
Nel caso di Karantina, il rifiuto del centro per sfollati da parte dei residenti ha portato a uno stallo con il governo, che insiste sul fatto che il progetto è necessario per fornire alloggi agli sfollati a causa dell'esplosione del porto di Beirut. Il governo ha minacciato di procedere con il progetto nonostante le obiezioni della comunità, esacerbando ulteriormente le tensioni.
La situazione a Karantina evidenzia le sfide di riconciliazione e di coesistenza settaria in corso in Libano, mentre il paese continua ad affrontare l'eredità della guerra civile e le crisi politiche ed economiche che lo hanno afflitto negli ultimi anni. Mentre il dibattito sui centri per sfollati continua, lo spettro della violenza settaria incombe ampio, sottolineando la fragilità del tessuto sociale libanese e l'urgente necessità di un dialogo significativo e di un compromesso tra le sue diverse comunità.
Fonte: Al Jazeera
