Diplomatico belga accusato dell'iconico assassinio di un leader del Congo nel 1961

Un ex diplomatico belga rischia il processo per il suo presunto ruolo nell'omicidio del 1961 di Patrice Lumumba, il primo leader democraticamente eletto della Repubblica Democratica del Congo. Questo caso segna un momento cruciale nel fare i conti con la storia coloniale del Belgio.
Con una mossa rivoluzionaria, un tribunale belga ha ordinato a Etienne Davignon, un ex diplomatico di 90 anni, di essere processato per il suo presunto coinvolgimento nell'omicidio del 1961 di Patrice Lumumba, il primo leader democraticamente eletto della Repubblica Democratica del Congo. L'assassinio di Lumumba è stato a lungo considerato uno dei crimini più famigerati del 20° secolo, segnando un momento cruciale nella fine del dominio coloniale in Africa.
Davignon, che è stato vice primo ministro del Belgio e commissario europeo, è l'unico sospettato sopravvissuto al caso. È stato accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità per il suo presunto ruolo nella morte di Lumumba, avvenuta pochi mesi dopo che il Congo aveva ottenuto l'indipendenza dal Belgio.
Lumumba era un leader carismatico e popolare che era salito al potere su una piattaforma di anticolonialismo e nazionalismo africano. La sua morte fu un duro colpo per il movimento indipendentista e inaugurò decenni di governo autoritario in Congo.
Il caso contro Davignon è il culmine di decenni di sforzi da parte della famiglia di Lumumba e degli attivisti per i diritti umani per ritenere il Belgio responsabile dei suoi crimini coloniali. Il Belgio è da tempo accusato di complicità nell'omicidio di Lumumba, presumibilmente compiuto con l'assistenza di funzionari belgi e della CIA.
Davignon ha sostenuto la sua innocenza, sostenendo di non avere alcun coinvolgimento diretto nella morte di Lumumba. Tuttavia, i pubblici ministeri sostengono che abbia partecipato alle discussioni che hanno portato alla decisione di eliminare il leader congolese, che consideravano una minaccia per gli interessi occidentali nella regione.
Si prevede che il processo getterà nuova luce sulla portata del coinvolgimento del Belgio nell'assassinio e sull'eredità più ampia del suo dominio coloniale in Congo. Gli storici ritengono che il caso rappresenti un'opportunità cruciale per affrontare il difficile passato del Belgio e il suo impatto duraturo sulla regione.
Fonte: Deutsche Welle


