Rompere le tese trattative USA-Iran: emerge una strada verso la pace

Esplorare le sfide e i compromessi necessari per raggiungere un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, mentre si avvicina l’attuale scadenza per il cessate il fuoco.
Il fallimento dei recenti colloqui di Islamabad per porre fine al conflitto di lunga data tra Stati Uniti e Iran non è stato affatto sorprendente, date le nette differenze tra la proposta di 15 punti di Washington e l'equivalente di 10 punti di Teheran. Ci sono voluti più di due anni per negoziare il Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) del 2015, che ha posto fine all'arricchimento dell'uranio dell'Iran, e le sue radici in realtà risalgono al 2003. Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha trascorso meno di un'intera giornata a Islamabad per negoziati che includevano la questione nucleare e molti altri.
Tuttavia, la sorpresa è arrivata dalla spiegazione di Vance per il fallimento: che l'Iran ha rifiutato i termini presentati dagli Stati Uniti. La parte americana non era nella posizione di dettare i termini perché l’Iran è rimasto fermo quando è entrato in vigore il cessate il fuoco dell’8 aprile. Ma Vance sembrava credere, così come il suo capo Donald Trump, che gli iraniani fossero stati sconfitti e che gli Stati Uniti non dovessero cedere.
La realtà è che entrambe le parti hanno bisogno di un accordo di pace e bisognerà fare dei compromessi. La scadenza attuale deve essere prorogata per consentire negoziati più produttivi. Sebbene le differenze possano sembrare nette, con la giusta volontà politica e il riconoscimento degli interessi reciproci, esiste chiaramente una via da seguire.
I negoziati JCPOA forniscono un modello per il tipo di diplomazia paziente e scrupolosa che sarà necessaria per porre fine a questo conflitto. Le questioni in gioco – armi nucleari, influenza regionale, sanzioni economiche – sono complesse e profondamente radicate nell'animosità storica tra i due paesi.
Tuttavia, ci sono anche chiari incentivi per entrambe le parti a raggiungere un accordo. Per gli Stati Uniti, una risoluzione pacifica migliorerebbe la loro posizione nella regione e libererebbe risorse per concentrarsi su altre urgenti sfide globali. Per l'Iran, un accordo potrebbe portare alla revoca delle paralizzanti sanzioni economiche e aprire la porta a una maggiore integrazione con la comunità internazionale.
Il percorso verso la pace può essere lungo e arduo, ma è un percorso che sia Washington che Teheran devono perseguire con determinazione e flessibilità. L’alternativa – un ciclo continuo di escalation e conflitto – non serve gli interessi di nessuna delle due parti. Con il giusto approccio, l'attuale crisi può essere trasformata in un'opportunità per una stabilità e una cooperazione durature in Medio Oriente.
Fonte: The Guardian


