Riuscirà Burnham a salvare Starmer? Andy Gambit del Labour

I parlamentari laburisti spingono per il ritorno di Andy Burnham in parlamento come potenziale successore di Keir Starmer tra disordini politici e questioni di leadership.
Il panorama politico all'interno del Partito laburista è cambiato radicalmente nelle ultime settimane, con Keir Starmer che si trova ad affrontare una pressione senza precedenti da parte delle sue stesse fila. Mentre il primo ministro attraversa un periodo particolarmente turbolento, segnato da sfide elettorali e controversie istituzionali, voci su un potenziale successore hanno iniziato a circolare nei corridoi di Westminster. Secondo diverse fonti interne al partito laburista, i colleghi stanno discutendo attivamente una soluzione sorprendente: il ritorno di Andy Burnham, sindaco di Manchester ed ex membro del governo ombra, alla Camera dei Comuni. Questa mossa, sostengono i sostenitori, potrebbe fornire stabilità all'attuale governo e un chiaro percorso da seguire per la leadership del partito nei prossimi mesi.
La tempistica di queste discussioni non può essere sottovalutata, poiché avviene all'indomani di quella che molti all'interno del Labour descrivono come la settimana più impegnativa al governo del partito. Lo scandalo Mandelson ha gettato una lunga ombra su Downing Street, sollevando dubbi sulla capacità di giudizio, sulla governance e sulla capacità del primo ministro di gestire la propria amministrazione. Al di là dei titoli dei giornali, c'è una sensazione più ampia tra i backbencher che il capitale politico di Starmer sia stato sostanzialmente esaurito. Invece di organizzare un vero e proprio colpo di stato contro il primo ministro in carica – una mossa che creerebbe divisioni e rovinosa organizzazione – i dirigenti laburisti di alto livello stanno invece prendendo in considerazione un piano di successione che consentirebbe una transizione dignitosa mantenendo l’unità del partito.
Secondo il Guardian e le conversazioni con diversi parlamentari laburisti, la strategia che emerge dall'interno del partito implica un approccio calcolato: mantenere Starmer al suo posto per ora, ma iniziare il processo di posizionamento di Burnham come suo naturale successore. Ciò rappresenta un cambiamento tattico significativo rispetto all’inizio dell’anno, quando molti presumevano che qualsiasi sfida alla leadership avrebbe richiesto un immediato trasferimento di potere. Invece, quello che viene proposto è un accordo a lungo termine che consentirebbe la stabilità del partito laburista, spostando gradualmente l’autorità e la percezione pubblica verso un volto nuovo. L'ironia è notevole: solo pochi mesi fa, si credeva che Starmer fosse sicuro della sua posizione, con considerevoli maggioranze parlamentari e un mandato da parte dell'elettorato.
Andy Burnham, sindaco eletto della Greater Manchester dal 2017, porta a Westminster un particolare tipo di capitale politico che manca agli attuali esponenti del governo. Ha trascorso gli ultimi anni costruendo una formidabile base di potere nel nord-ovest dell’Inghilterra, supervisionando lo sviluppo economico regionale, le risposte in materia di sanità pubblica e gestendo complesse negoziazioni con il governo centrale. A differenza di molte figure laburiste contemporanee, Burnham gode di un notevole sostegno dalla base e ha sviluppato la reputazione di politico pragmatico capace di parlare sia agli elettori urbani che regionali. Il suo profilo è stato ulteriormente elevato attraverso le apparizioni sui media e la sua esplicita difesa degli interessi del Nord, rendendolo una delle figure più riconoscibili all'interno del movimento laburista al di fuori del governo centrale.
La proposta di riportare Burnham in Parlamento rappresenta più di un semplice cambio di personale: richiederebbe a Burnham di rinunciare alla sua posizione di sindaco della Grande Manchester, un ruolo che ha ricoperto con notevole successo. I colleghi che sollecitano questa transizione puntano sull’idea che un ritorno a Westminster lo posizionerebbe non semplicemente come successore del partito, ma come partecipante attivo alla riforma del governo e alla definizione dell’agenda. Alcuni ipotizzano che potrebbe assumere un ruolo significativo nel governo, magari con focus regionali o economici, mantenendo così lo slancio che ha costruito e contemporaneamente preparandosi per una futura transizione di leadership.
Il calcolo politico alla base di questo accordo rivela profonde preoccupazioni strutturali all'interno della gerarchia laburista. Piuttosto che tentare di rafforzare la posizione di Starmer attraverso vittorie politiche o campagne di messaggistica, la strategia sembra focalizzata sulla limitazione dei danni e sulla pianificazione della successione. Questo spostamento di attenzione suggerisce che molti all’interno del partito parlamentare laburista sono arrivati a considerare il mandato dell’attuale primo ministro come finito, con le energie del partito sempre più dirette verso la gestione della transizione piuttosto che sul rinvigorimento della sua amministrazione. Le elezioni di maggio si prospettano come un test critico, con le competizioni elettorali locali e potenzialmente di altro tipo che potrebbero fungere da referendum sui primi anni in carica del governo.
Diversi parlamentari laburisti intervistati dal Guardian hanno sottolineato che non stanno cercando attivamente di deporre Starmer nell'immediato. Invece, inquadrano la loro strategia come una strategia di pianificazione prudente e gestione del partito. Riportando Burnham in Parlamento adesso, sostengono, il partito può evitare una battaglia destabilizzante per la leadership in un periodo critico. La logica è che mostrare un approccio coerente e lungimirante alla pianificazione della successione potrebbe effettivamente stabilizzare i mercati, rassicurare i membri del partito e dimostrare fiducia istituzionale. Al contrario, una caotica lotta per il potere probabilmente innescherebbe ulteriori danni elettorali e demoralizzerebbe ulteriormente una base già indebolita.
L'accoglienza riservata a queste aperture da parte dello stesso Burnham rimane alquanto ambigua. Anche se il sindaco di Manchester non ha pubblicamente respinto la proposta di un ritorno a Westminster, non ha nemmeno dato indicazioni chiare sul fatto che sia desideroso di abbandonare il suo attuale incarico. Costruire potere a livello regionale presenta vantaggi distinti: lo isola dai drammi quotidiani di Westminster, gli consente di accumulare un record di risultati tangibili e mantiene la sua indipendenza da un governo centrale potenzialmente tossico. Tornare in Parlamento gli richiederebbe di assumersi la responsabilità dei fallimenti del governo, scommettendo su una futura opportunità di leadership che non è garantita.
Le implicazioni più ampie di questa strategia di successione vanno oltre le ambizioni individuali o la gestione del partito. La situazione riflette una sfida fondamentale nella politica britannica contemporanea: la difficoltà di mantenere un governo coerente quando sia le strutture pubbliche che quelle interne del partito hanno perso fiducia nella leadership in carica. L’esperienza del Labour negli ultimi mesi suggerisce che anche il controllo della maggioranza parlamentare e dell’autorità istituzionale formale non può sostituire un reale capitale politico e un sostegno pubblico. La svolta verso la pianificazione della successione indica il riconoscimento che questi elementi, una volta persi, sono straordinariamente difficili da recuperare.
Se questa strategia avrà successo resta altamente incerto. Riportare Burnham in Parlamento potrebbe fornire una spinta temporanea al morale del partito e segnalare un certo grado di leadership lungimirante. Tuttavia, ciò potrebbe anche essere percepito come l’ammissione che l’attuale governo ha fallito, accelerando anziché rallentare il declino politico di Starmer. La frase che circola in alcuni ambienti laburisti – “O Andy o fallisce” – suggerisce che alcuni all'interno del partito vedono il ritorno di Burnham come essenziale per la sopravvivenza del governo. Tuttavia, questo quadro implica anche disperazione, la sensazione che siano necessarie misure straordinarie per salvare una situazione in rapido deterioramento.
Mentre il Labour naviga in queste acque turbolente, i calcoli dipenderanno in ultima analisi dagli sviluppi nelle prossime settimane e mesi. Il futuro politico del partito e del suo governo sarà determinato non solo dalle manovre interne, ma anche dalla percezione pubblica, dai risultati elettorali e dalla possibilità di affrontare in modo efficace le principali sfide politiche che la nazione si trova ad affrontare. Per ora, l'attenzione resta sulla possibilità di convincere Andy Burnham a tornare a Westminster e se la sua presenza potrebbe effettivamente fornire la stabilizzazione temporanea che l'attuale governo cerca.
Fonte: The Guardian


