L'Alta Corte canadese valuta i limiti ai diritti costituzionali

La Corte Suprema del Canada esamina un caso storico sulla capacità del governo di sospendere le libertà civili attraverso la clausola di deroga della Carta dei diritti e delle libertà.
La Corte Suprema del Canada a Ottawa ha dedicato quattro giorni questa settimana alle udienze sulla clausola in deroga, una disposizione che consente ai governi di approvare leggi che sospendono determinati diritti nella Carta dei diritti e delle libertà del paese. Questo potere costituzionale è diventato una questione controversa poiché i leader provinciali e federali lo hanno sempre più utilizzato per ignorare le sentenze dei tribunali e emanare leggi controverse.
Al centro del caso c'è la tensione fondamentale tra i diritti individuali e la volontà del governo eletto. I sostenitori della clausola in deroga sostengono che si tratta di un controllo necessario sull’eccesso di azione giudiziaria, conferendo ai funzionari eletti il potere di rispondere alla volontà del popolo. I critici ribattono che ciò mina le tutele della Carta ed erode lo stato di diritto.
La clausola in deroga, sancita nella Sezione 33 della Carta, consente al Parlamento o a un legislatore provinciale di ignorare alcuni diritti della Carta per un periodo rinnovabile di cinque anni. È stato invocato decine di volte nel corso degli anni, l'ultima volta dal governo del Québec per proteggere una legge che limita l'uso dei simboli religiosi da parte di alcuni lavoratori del settore pubblico.
"La clausola in deroga doveva essere un potere raro ed eccezionale, non uno strumento di routine con cui i governi possono aggirare la Carta", ha affermato Nathalie Des Rosiers, un'esperta di diritto costituzionale. "Ma l'abbiamo visto utilizzato sempre più frequentemente, il che è molto preoccupante."
Le udienze si svolgono in un momento di accresciute tensioni politiche sui diritti individuali in Canada. Diverse province hanno utilizzato la clausola in deroga per emanare leggi che limitano la libertà di parola, i diritti LGBTQ+ e altre tutele della Carta. Ciò ha fatto temere che la clausola venga utilizzata come arma per vantaggi politici di parte anziché utilizzata come previsto, ovvero come ultima risorsa per affrontare circostanze eccezionali.
"C'è una reale preoccupazione che si stia abusando della clausola in deroga", ha affermato Emmett Macfarlane, professore di scienze politiche all'Università di Waterloo. "Viene utilizzata sempre più frequentemente e in modi che sembrano violare lo spirito della Carta."
La sentenza della Corte Suprema, attesa per i prossimi mesi, potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l'equilibrio di potere tra magistratura e funzionari eletti in Canada. I sostenitori delle libertà civili sperano che la corte imponga limiti più severi all'uso della clausola in deroga, mentre gli avvocati governativi sostengono che si tratti di uno strumento legislativo cruciale.
"Questo caso tocca davvero il cuore del tipo di paese che vogliamo essere", ha affermato Noa Mendelsohn Aviv, direttrice della Canadian Civil Liberties Association. "Vogliamo vivere in una società in cui i diritti fondamentali possono essere sospesi a piacimento del governo, o vogliamo mantenere la promessa della Carta di un sistema radicato di diritti e libertà?"
Fonte: The New York Times


