La Cina impone la competenza nelle lingue minoritarie nella legislazione storica

La nuova legge cinese sull'unità etnica mira a rafforzare la conoscenza del mandarino tra i gruppi minoritari, innescando dibattiti sulla conservazione culturale e sui diritti linguistici.
Con una mossa che ha acceso dibattiti sulla preservazione culturale e sui diritti linguistici, la Cina ha approvato un'ampia legge sull'unità etnica che richiede ai gruppi minoritari di acquisire una buona conoscenza del cinese mandarino dalla prima infanzia fino alla scuola superiore. La nuova legislazione, approvata dal Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, sottolinea la spinta del governo cinese a promuovere un'identità nazionale e una lingua unificate nella diversa composizione etnica del paese.
La legge stabilisce che ai bambini appartenenti a gruppi di minoranze etniche dovrebbe essere insegnato il mandarino prima di entrare nella scuola materna e che l'insegnamento del mandarino dovrebbe continuare fino alla fine della scuola superiore. Ciò rappresenta un'espansione significativa delle politiche esistenti che imponevano la conoscenza del mandarino, in particolare nelle regioni con ampie popolazioni minoritarie come lo Xinjiang e il Tibet.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Fonte: BBC News


