Il Congresso si muove per fermare il crescente conflitto di Trump con l’Iran

Il Senato a guida repubblicana è pronto a respingere la risoluzione democratica volta a impedire ulteriori azioni militari contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso
Congresso è pronto a votare in maniera importante su una risoluzione che impedirebbe al presidente Trump di continuare il suo crescente conflitto militare con l'Iran senza prima chiedere l'approvazione dei legislatori. Si prevede che i repubblicani del Senato voteranno contro la risoluzione sui poteri di guerra sostenuta dai democratici, sostenendo che il presidente "agisce nel migliore interesse della nazione".
I democratici hanno condannato fermamente la decisione di Trump di ordinare una campagna aerea contro l'Iran senza prima consultare il Congresso, mentre l'amministrazione ha offerto spiegazioni mutevoli per gli obiettivi degli attacchi militari. La risoluzione sui poteri di guerra, introdotta dai senatori democratici Tim Kaine, Adam Schiff e dal leader della minoranza Chuck Schumer, imporrebbe la fine della partecipazione degli Stati Uniti alle attuali ostilità e richiederebbe al presidente di ottenere l'approvazione del Congresso prima di rientrare in guerra.

Nonostante la spinta democratica, il Senato controllato dai repubblicani dovrebbe respingere la risoluzione, con il leader della maggioranza John Thune che sostiene che Trump "sta agendo nel migliore interesse della nazione". Ciò crea un potenziale scontro costituzionale tra i rami esecutivo e legislativo sull'autorità del presidente di avviare un'azione militare senza esplicita autorizzazione del Congresso.
Il voto arriva in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, con l'Iran e gli Stati Uniti che si scambiano scioperi militari negli ultimi giorni. Trump ha difeso le azioni degli Stati Uniti come necessarie per proteggere gli interessi americani e scoraggiare ulteriori aggressioni iraniane, ma i democratici sostengono che abbia oltrepassato la sua autorità di comandante in capo.

Il voto sui poteri di guerra rappresenta l'ultimo punto critico nella lotta di potere in corso tra la Casa Bianca e il Congresso sulla capacità del presidente di impegnarsi in conflitti esteri senza l'approvazione legislativa. I sostenitori della risoluzione sostengono che si tratta di un controllo cruciale sui poteri bellici dell'esecutivo, mentre gli oppositori sostengono che minerebbe la capacità del presidente di rispondere alle minacce alla sicurezza nazionale.
Indipendentemente dall'esito, è probabile che il dibattito continui, con entrambe le parti che approfondiscono le proprie posizioni e l'equilibrio costituzionale del potere al centro della disputa. Poiché il conflitto USA-Iran non mostra segni di cedimento, la posta in gioco di questa battaglia politica continua ad aumentare.
Fonte: The Guardian


