Il Congresso respinge il disegno di legge per frenare le ostilità di Trump contro l’Iran

La Camera dei Rappresentanti americana ha votato contro una misura volta a forzare il ritiro delle truppe dai conflitti in corso con l’Iran, consentendo a Trump di continuare le azioni militari.
Con una mossa decisiva, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha respinto una misura sostenuta dai democratici che avrebbe costretto il ritiro delle truppe americane dalle ostilità in corso con l'Iran. Il voto, che è caduto in gran parte in linea con le linee dei partiti, è stato 212-219, aprendo di fatto la strada al presidente Donald Trump per continuare il conflitto che ha coinvolto i paesi del Medio Oriente.
La risoluzione, proposta dal rappresentante repubblicano Thomas Massie e dal rappresentante democratico Ro Khanna, cercava di costringere gli Stati Uniti a ritirarsi dal conflitto fino a quando il Congresso non avesse autorizzato l'azione militare. Tuttavia, la maggioranza dei repubblicani ha votato contro la misura, con solo due membri del partito che hanno rotto i ranghi per sostenerla, mentre quattro democratici si sono opposti alla risoluzione.
Il voto evidenzia l'attuale divisione politica sul coinvolgimento degli Stati Uniti in Medio Oriente, con i democratici che sostengono che il conflitto con l'Iran manca di obiettivi chiari e ha trascinato il paese in un pantano, mentre i repubblicani hanno ampiamente sostenuto la posizione aggressiva del presidente.
"Questo voto rappresenta un grave passo indietro per quelli di noi che credono che il Congresso debba riaffermare il proprio ruolo costituzionale in materia di guerra e pace", ha affermato il rappresentante Khanna, che ha co-sponsorizzato la risoluzione. "Il popolo americano merita di sapere perché i suoi figli e le sue figlie vengono mandati in pericolo, e il Congresso ha la responsabilità di garantire tale supervisione."
La sconfitta della risoluzione sui poteri di guerra arriva in un momento in cui crescono le preoccupazioni per l'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno incluso attacchi a petroliere, l'abbattimento di un drone statunitense e la recente uccisione di un alto generale iraniano in un attacco di droni statunitensi.
I critici dell'approccio dell'amministrazione hanno sostenuto che il presidente ha oltrepassato la sua autorità e che il Congresso dovrebbe avere maggiore voce in capitolo nelle decisioni sull'uso della forza militare. Tuttavia, il Senato controllato dai repubblicani ha mostrato scarsa propensione a sfidare il presidente su questioni di politica estera, lasciando la Camera come principale campo di battaglia per tali dibattiti.
Il voto sulla risoluzione sui poteri di guerra probabilmente alimenterà ulteriormente il dibattito sul ruolo degli Stati Uniti in Medio Oriente, con entrambi i partiti che si muovono per modellare la narrativa e l'opinione pubblica sulla questione. Con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2020, la gestione del conflitto con l'Iran sarà sicuramente un punto chiave di contesa tra le due parti.
Fonte: The Guardian


