Scoppia la polemica sull'arte del prete negli spazi religiosi

Si è scatenato un acceso dibattito sull’opportunità che le chiese debbano rimuovere le opere d’arte create da un prete accusato di abusi sessuali. Gli esperti valutano le complesse considerazioni etiche e pratiche.
All'interno della Chiesa cattolica e della comunità religiosa più ampia è scoppiato un acceso dibattito sull'opportunità che le chiese debbano rimuovere le opere d'arte create da un prete accusato di abusi sessuali. La controversia è incentrata sul Rev. Marko Ivan Rupnik, un prete gesuita sloveno e acclamato artista le cui opere musive adornano numerose chiese e spazi religiosi in tutto il mondo.
Nel 2019, la Congregazione per la Dottrina della Fede, l'ufficio vaticano che tratta i casi di abusi sessuali, ha aperto un'indagine sulle accuse secondo cui Rupnik aveva abusato sessualmente e spiritualmente di diverse donne per molti anni. Anche se il caso alla fine è stato archiviato per prescrizione, le accuse hanno continuato a perseguitare Rupnik e a sollevare domande difficili sulla gestione da parte della Chiesa delle denunce di abuso.
Ora, mentre l'arte di Rupnik è stata sottoposta a un nuovo esame, i leader religiosi e gli esperti d'arte sono alle prese con la questione se le chiese debbano rimuovere o nascondere il suo lavoro, date le accuse irrisolte. La basilica di Notre-Dame-du-Rosaire a Lourdes, in Francia, ha recentemente deciso di coprire un grande mosaico creato da Rupnik per lo spazio nel 2025, scatenando un intenso dibattito.
Fonte: The New York Times


