Attacco mortale di droni colpisce Goma controllata dall’M23 nella parte orientale della RDC

Almeno 3 persone sono morte nell'attacco mattutino di droni contro un'area residenziale di Goma, una città sotto il controllo del gruppo ribelle M23, secondo il loro portavoce.
In un incidente scioccante, un attacco di droni ha colpito la città di Goma, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), provocando la morte di almeno tre persone, secondo un portavoce del gruppo ribelle M23. L'attacco è avvenuto intorno alle 4 del mattino ora locale in un quartiere residenziale sotto il controllo dei ribelli dell'M23, che occupano Goma dal gennaio 2025.
I ribelli dell'M23 hanno subito incolpato il governo congolese per l'attacco mortale dei droni, accusandoli di prendere di mira aree civili. Il gruppo ribelle ha promesso di reagire contro quello che ritiene un attacco ingiustificato e indiscriminato a vite innocenti.

Goma, una città chiave nella parte orientale della RDC, è stata coinvolta in un conflitto di lunga data tra le forze governative e i ribelli dell’M23, che lottano per una maggiore autonomia e rappresentanza nella regione. L'occupazione della città da parte del gruppo M23 ha ulteriormente esacerbato le tensioni e le violenze in corso nell'area.
L'attacco dei droni arriva mentre i ribelli dell'M23 stavano ottenendo significative conquiste territoriali nella regione, catturando diverse città e posizioni strategiche dall'esercito congolese. Quest'ultimo incidente probabilmente non farà che aggravare la situazione già tesa e potrebbe potenzialmente portare a un'ulteriore escalation del conflitto.
La RDC orientale è da tempo afflitta da violenza e instabilità, con vari gruppi armati in lizza per il controllo delle risorse naturali della regione e per l'influenza politica. L'attacco dei droni è l'ultimo di una serie di attacchi che hanno preso di mira civili e roccaforti ribelli, destabilizzando ulteriormente la già fragile situazione di sicurezza nell'area.
Mentre le indagini sull'incidente continuano, la comunità internazionale sta monitorando da vicino la situazione e chiede una soluzione pacifica al conflitto. Le conseguenze umanitarie della violenza in corso rimangono una preoccupazione urgente, con molti civili coinvolti nel fuoco incrociato e bisognosi di assistenza.
Fonte: The Guardian


