Gli stati a guida democratica sfidano le restrizioni sulle votazioni per corrispondenza di Trump

Una coalizione di due dozzine di stati guidati dai democratici intenta causa contro l’amministrazione Trump per gli sforzi volti a limitare il voto per corrispondenza in vista delle cruciali elezioni di medio termine.
Una coalizione di due dozzine di stati a guida democratica ha intentato una causa contro l'amministrazione Trump, sfidando gli sforzi del presidente di limitare l'accesso alle votazioni per corrispondenza in vista delle cruciali elezioni di medio termine del 2022. La causa, guidata dagli stati di New York, California e Pennsylvania, sostiene che le modifiche apportate dall'amministrazione al servizio postale degli Stati Uniti (USPS) hanno lo scopo di minare il voto per posta e gravare incostituzionalmente sul diritto di voto.
La causa arriva in un contesto di crescenti preoccupazioni da parte di gruppi per i diritti umani e funzionari elettorali riguardo ai tentativi dell'amministrazione Trump di modificare le procedure amministrative elettorali nel periodo precedente alle elezioni di medio termine. Il presidente Trump ha ripetutamente fatto affermazioni infondate secondo cui il voto per corrispondenza è pieno di frodi e la sua amministrazione ha adottato misure per rallentare le operazioni USPS e imporre nuove restrizioni sulla raccolta e sulla restituzione delle schede elettorali.
L'azione legale sostiene che le azioni dell'amministrazione, inclusa la rimozione dei macchinari per lo smistamento della posta e la riduzione dell'orario di apertura degli uffici postali, sono incostituzionali e mirano a privare i diritti degli elettori, in particolare nelle aree a tendenza democratica. Il procuratore generale di New York Letitia James, a capo della coalizione, ha dichiarato che "il presidente sta cercando di manipolare il servizio postale per scopi politici" e che la causa mira a "proteggere l'integrità delle nostre elezioni".
La denuncia sostiene inoltre che le modifiche apportate dall'amministrazione alle operazioni USPS porteranno a un ritardo nella consegna della posta, rendendo difficile per gli elettori ricevere e restituire le proprie schede elettorali in tempo. Ciò potrebbe comportare che migliaia di voti legittimi non vengano conteggiati, influenzando potenzialmente l'esito delle principali gare a livello statale e congressuale.
La causa è l'ultima di una serie di battaglie legali sui diritti di voto e sull'integrità elettorale in vista delle elezioni di medio termine del 2022. Gruppi per i diritti civili e stati a guida democratica hanno presentato numerose sfide alle restrizioni al voto sostenute dai repubblicani, come le rigide leggi sull'identità degli elettori e i limiti al voto anticipato e alle urne elettorali.
L'esito di questa causa potrebbe avere implicazioni significative per le prossime elezioni, poiché si prevede che il voto per corrispondenza svolgerà un ruolo cruciale, soprattutto alla luce della pandemia COVID-19 in corso. È probabile che il caso venga accelerato, con una sentenza attesa prima delle elezioni di medio termine di novembre.
Fonte: Al Jazeera


