In fuga dall'Ucraina negli Stati Uniti, un camionista immigrato deve affrontare sfide legate alle restrizioni sulla licenza

Una camionista immigrata ucraina negli Stati Uniti si affretta a rinnovare la sua patente prima che nuove restrizioni federali minaccino il suo sostentamento e rischino la deportazione nella zona di guerra.
Karina Krainova, che ha lavorato come camionista negli Stati Uniti dopo essere fuggita dall'invasione Russia dell'Ucraina, da cui proviene, si è precipitata all'ufficio automobilistico più vicino lo scorso autunno, pochi giorni dopo che il dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti ha inasprito i requisiti della patente di guida commerciale per i guidatori immigrati come lei.
Aveva già paura di essere rimpatriata in Ucraina mentre la guerra infuriava. Era entrata legalmente negli Stati Uniti nel 2024 nell'ambito di un programma dell'amministrazione Biden che garantiva a centinaia di migliaia di ucraini un rifugio sicuro.

Le nuove restrizioni federali minacciano le licenze dei camionisti non cittadini, compresi quelli che sono fuggiti dall'invasione Russia dell'Ucraina. Karina si è affrettata a rinnovare la sua licenza, temendo di perdere il lavoro e di essere deportata.
"Ho preferito tornare a casa piuttosto che rischiare di incontrare ICE (Immigration and Customs Enforcement)", ha detto Karina. "Non avevo scelta. Non potevo restare qui senza una patente valida."
I nuovi requisiti, emessi dal segretario ai trasporti dell'ex presidente Trump, impongono che i titolari di patenti di guida commerciali debbano dimostrare di essere legalmente presenti negli Stati Uniti. Ciò rappresenta una sfida significativa per i camionisti immigrati come Karina, che potrebbero non avere la documentazione necessaria.
I sostenitori avvertono che queste restrizioni potrebbero portare alla perdita di migliaia di posti di lavoro per i camionisti immigrati, molti dei quali sono fuggiti da paesi dilaniati dalla guerra come l'Ucraina. Sostengono che queste misure prendono di mira ingiustamente le popolazioni vulnerabili e interrompono la catena di approvvigionamento critica negli Stati Uniti.
Nonostante gli ostacoli, Karina rimane determinata a continuare il suo lavoro di camionista, anche se ciò significa tornare nella zona di guerra in Ucraina. Spera che i politici riconoscano il prezioso contributo dei lavoratori immigrati come lei e trovino un modo per sostenerli in questo momento difficile.
"Ho dovuto fare una scelta difficile, ma non potevo rischiare di perdere tutto ciò per cui ho lavorato", ha detto Karina. "Spero che il governo trovi un modo per proteggere i diritti e il sostentamento dei camionisti immigrati come me."


