Costretti a combattere: il triste destino dei migranti dell’Asia centrale in Ucraina

Un rapporto scioccante rivela come la Russia costringa i lavoratori migranti vulnerabili a rischiare la vita in prima linea in Ucraina, con una vita media di soli 4 mesi.
dell'Asia centrale, alla disperata ricerca di lavoro, vengono reclutati con la forza dalla Russia per combattere e morire nella guerra in Ucraina. Con un'aspettativa di vita di soli quattro mesi in prima linea, questi individui vulnerabili vengono mandati a morte in una brutale dimostrazione di trattamento inumano.
Il rapporto, redatto da gruppi per i diritti umani e giornalisti investigativi, dipinge un quadro cupo di come la Russia stia sfruttando la disperazione economica dei lavoratori migranti provenienti dal Tagikistan, dall'Uzbekistan e da altre nazioni dell'Asia centrale. Attirati dalla promessa di salari lucrosi, questi migranti vengono poi costretti a firmare contratti e schierati con forza sul campo di battaglia ucraino, spesso con poca o nessuna formazione militare.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Una volta a terra, i migranti affrontano una realtà straziante. I tassi di sopravvivenza sono tristi e molti muoiono sotto il fuoco nemico, le mine terrestri o le dure condizioni della zona di guerra entro soli quattro mesi dall'arrivo. Coloro che rifiutano di combattere o tentano di disertare vengono puniti brutalmente, aggravando ulteriormente le violazioni dei diritti umani.
Le pratiche di sfruttamento scoperte in questa indagine fanno luce sulle misure disperate che la Russia è disposta ad adottare per rafforzare le sue forze militari in diminuzione. Prendendo di mira i lavoratori migranti vulnerabili, il Cremlino è in grado di rinforzare i suoi ranghi senza le conseguenze politiche della coscrizione dei propri cittadini.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}La difficile situazione di questi migranti dell'Asia centrale ha suscitato indignazione internazionale e richiede un'azione immediata per proteggerli. I gruppi di pressione chiedono alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di intervenire e garantire la sicurezza di queste persone, che sono state forzate gettate in un conflitto di cui non avrebbero mai voluto far parte.
Mentre la guerra in Ucraina continua a infuriare, il costo umano diventa sempre più alto, e i membri più vulnerabili della società sopportano il peso della sofferenza. Quest'ultima rivelazione serve a ricordare duramente la disumanità che può derivare dai conflitti geopolitici e l'urgente necessità di proteggere i diritti e la vita di tutte le persone, indipendentemente dalla loro nazionalità o condizione economica.
Fonte: Al Jazeera


