La causa per diffamazione dell'ex presidente Trump contro il WSJ è stata respinta

Un giudice federale ha respinto la causa per diffamazione dell'ex presidente Trump contro il Wall Street Journal, ritenendo che la denuncia non dimostrasse effettiva malizia.
In un significativo ostacolo legale per l'ex presidente Donald Trump, un giudice federale ha respinto la sua causa per diffamazione contro il Wall Street Journal. Il giudice ha stabilito che la denuncia di Trump non dimostra in modo plausibile la effettiva malizia richiesta per dimostrare la diffamazione contro un mezzo di informazione.
La causa è nata da un articolo del Wall Street Journal del 2019 che riportava la telefonata di Trump con il presidente dell'Ucraina, un evento chiave nell'inchiesta sull'impeachment che alla fine ha portato al primo impeachment di Trump. L'articolo includeva una citazione di una persona a conoscenza della telefonata, la quale affermava che Trump aveva esortato il leader ucraino a "lavorare con Rudy Giuliani sulla questione Biden".
Il team legale di Trump ha sostenuto che la citazione era inventata e costituiva diffamazione. Tuttavia, il giudice che presiede il caso, Paul G. Gardephe, ha stabilito che la denuncia non dimostrava che il Wall Street Journal aveva agito con effettiva malizia, l'elevato standard legale richiesto per dimostrare la diffamazione contro una figura pubblica come l'ex presidente.
"La denuncia non sostiene in modo plausibile che il [Wall Street Journal] sapesse che la dichiarazione citata era falsa o che avesse agito con sconsiderato disprezzo riguardo alla sua verità o falsità", ha scritto Gardephe nella sua sentenza. Il giudice ha osservato che l'articolo attribuiva la citazione a una fonte anonima, il che è una pratica giornalistica comune.
Questa è l'ultima di una serie di sconfitte legali per Trump, che nel corso degli anni ha intentato una serie di azioni legali per diffamazione contro organi di stampa, politici e altri. L'ex presidente è stato a lungo critico nei confronti della stampa, etichettando spesso le notizie sfavorevoli come "notizie false" e accusando i giornalisti di essere "nemici del popolo".
L'archiviazione della causa contro il Wall Street Journal è una vittoria per la libertà di stampa e serve a ricordare gli alti livelli che i personaggi pubblici devono superare per dimostrare la diffamazione. Gli esperti legali affermano che la sentenza sottolinea l'importanza dello standard di malizia, stabilito dalla Corte Suprema nello storico caso del 1964 New York Times contro Sullivan.
Sebbene Trump possa presentare ricorso, la decisione del giudice rappresenta un duro colpo alle battaglie legali in corso dell'ex presidente contro i media. La sentenza riafferma il ruolo cruciale di una stampa libera e indipendente nel ritenere responsabili i funzionari pubblici, anche di fronte ad azioni legali volte a mettere a tacere la copertura critica.
Fonte: The New York Times


