I Ministri degli Esteri del G7 si uniscono contro le azioni destabilizzanti dell’Iran

I ministri degli Esteri del G7 condannano il comportamento destabilizzante dell'Iran e chiedono una risposta unitaria per affrontare il programma nucleare iraniano, le violazioni dei diritti umani e l'aggressione regionale.
dell'Iran continuano a rappresentare una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionali. I ministri degli Esteri del G7, riuniti a Vaux-de-Cernay, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano il comportamento destabilizzante dell'Iran e chiedono una risposta coordinata da parte della comunità internazionale.
La dichiarazione evidenzia la continua ricerca da parte dell'Iran di capacità nucleari, le violazioni dei diritti umani contro i propri cittadini e la sua aggressione regionale che minaccia la sicurezza e la stabilità del Medio Oriente. I ministri hanno sottolineato la necessità che l'Iran rispetti i suoi obblighi internazionali e si impegni in una diplomazia significativa per affrontare queste preoccupazioni.
Nella dichiarazione, i ministri del G7 hanno riaffermato il loro impegno a lavorare insieme per ritenere l'Iran responsabile e ad esplorare ulteriori azioni coordinate per affrontare la minaccia iraniana. Ciò include il rafforzamento dei regimi di sanzioni esistenti e l'esplorazione di nuove misure per colpire le attività destabilizzanti dell'Iran.
I ministri hanno inoltre chiesto all'Iran di cessare immediatamente le violazioni dei diritti umani, di rilasciare tutti i prigionieri politici e di rispettare le libertà fondamentali del popolo iraniano. Hanno espresso la loro solidarietà al popolo iraniano e alla sua continua lotta per le riforme democratiche e i diritti fondamentali.
La dichiarazione congiunta sottolinea l'impegno del G7 nell'affrontare la minaccia iraniana attraverso un approccio unito e globale. Lavorando insieme, le nazioni del G7 mirano a contrastare efficacemente le attività destabilizzanti dell'Iran e a sostenere la pace e la sicurezza internazionali.
Fonte: UK Government


