Le tensioni geopolitiche aumentano i prezzi a causa del colpo del giacimento di gas vitale dell’Iran

Le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno fatto impennare i prezzi globali del petrolio e del gas dopo l’attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars. Gli analisti avvertono che ciò potrebbe alimentare l’inflazione mondiale.
Con una drammatica svolta degli eventi, i prezzi globali del petrolio e del gas sono aumentati in seguito all'attacco israeliano al vitale giacimento di gas iraniano di South Pars. L'attacco, che ha preso di mira uno dei più grandi giacimenti di gas naturale del mondo, ha acuito le tensioni geopolitiche e alimentato i timori di un periodo prolungato di costi energetici elevati.
Il giacimento South Pars, che l'Iran condivide con il Qatar, è una componente fondamentale dell'infrastruttura energetica del paese, rappresentando oltre il 75% della produzione totale di gas naturale dell'Iran. Si prevede che la perdita di produzione di questo impianto avrà un impatto significativo sull'offerta globale, soprattutto perché le sanzioni occidentali continuano a limitare la capacità dell'Iran di esportare le proprie risorse energetiche.
Gli analisti hanno avvertito che l'interruzione del giacimento di South Pars potrebbe innescare un'ondata dannosa di inflazione globale, poiché l'impennata dei prezzi del petrolio e del gas si trasmette all'economia più ampia. La prospettiva di prolungate carenze energetiche e aumenti dei prezzi ha sollevato preoccupazioni circa il potenziale rallentamento economico globale, con le imprese e i consumatori che si preparano all'impatto.
Il governo israeliano non ha rivendicato ufficialmente la responsabilità dell'attacco, ma i funzionari hanno accennato al coinvolgimento del Paese, citando il programma nucleare iraniano in corso e il sostegno ai gruppi terroristici regionali come giustificazione dell'attacco. L’Iran, da parte sua, ha promesso di reagire contro ciò che ha descritto come un’epidemia
Fonte: Al Jazeera


