L’accordo globale sulla tassazione digitale crolla mentre l’OMC Non riesce a raggiungere il consenso

Dopo lo stallo dei negoziati presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, è scaduto il divieto globale sulle tasse sui servizi digitali, ponendo le basi per nuove controversie fiscali digitali a livello transfrontaliero.
I negoziati commerciali globali presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sono falliti, portando alla scadenza di un accordo chiave che aveva impedito ai paesi di imporre tasse sui servizi digitali alle aziende tecnologiche. Il mancato raggiungimento di un nuovo consenso rischia di scatenare una nuova ondata di controversie fiscali transfrontaliere e tensioni commerciali.
L'accordo precedente, noto come Moratoria sul commercio elettronico, era in vigore dal 1998 e vietava le normative W.T.O. membri dall’applicazione di dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche. Tuttavia, a causa dello stallo dei negoziati, la moratoria è scaduta il 30 giugno 2022, aprendo la strada ai paesi per imporre potenzialmente nuove tasse su prodotti e servizi digitali.
Jamieson Greer, il professionista statunitense rappresentante commerciale, ha espresso disappunto per la mancanza di progressi, affermando in una dichiarazione: "Siamo delusi dalla mancanza di serietà da parte di altri membri dell'OMC nel trovare una via da seguire su questa importante questione". Gli Stati Uniti si erano dichiarati sostenitori dell'estensione della moratoria, sostenendo che fosse fondamentale per sostenere la crescita dell'economia digitale.
La scadenza dell'accordo arriva in un momento in cui un numero crescente di paesi ha implementato o sta valutando di implementare le proprie tasse sui servizi digitali. Queste tasse in genere colpiscono le grandi aziende tecnologiche applicando un prelievo sui loro entrati digitali generati all'interno di un Paese, anche se non hanno una presenza fisica lì.
La mancanza di un consenso globale sulla tassazione digitale ha portato a un mosaico di approcci nazionali e regionali, sollevando preoccupazioni sulla doppia imposizione e potenziali controversie commerciali. Paesi come Francia, Italia e Regno Unito hanno già implementato le proprie tasse sui servizi digitali, mentre altri, come India e Turchia, stanno prendendo in considerazione misure simili.
La mancata estensione della moratoria sul commercio elettronico presso l'OMC riflette le sfide più ampie legate al raggiungimento di accordi globali sulle questioni relative all’economia digitale. Poiché il panorama della tassazione digitale continua ad evolversi, l'assenza di un quadro internazionale coordinato potrebbe portare ad un aumento delle tensioni e a potenziali perturbazioni commerciali nei prossimi anni.
Guardando al futuro, gli esperti suggeriscono che l'OMC e i suoi paesi membri dovranno raddoppiare gli sforzi per trovare una soluzione multilaterale all'enigma della tassa digitale, potenzialmente attraverso nuovi negoziati o lo sviluppo di un quadro completo per la tassazione dell'economia digitale. La posta in gioco è alta, poiché il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe compromettere la crescita e la stabilità del panorama globale del commercio digitale.
Fonte: The New York Times


