I mercati globali crollano a causa delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran

L’escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran ha innescato una massiccia svendita nei mercati azionari asiatici, con gli investitori in fuga verso asset rifugio nel timore di un ampliamento del conflitto.
I mercati finanziari globali sono stati sconvolti lunedì dall'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in seguito all'uccisione del comandante militare iraniano Qassem Soleimani in un attacco di droni statunitensi. La drammatica svolta degli eventi in Medio Oriente ha alimentato i timori di un conflitto più ampio, provocando una massiccia svendita nelle principali borse asiatiche.
Gli investitori si sono precipitati verso beni rifugio come l'oro e i titoli di stato, mentre anche i prezzi del petrolio sono aumentati a causa delle preoccupazioni per potenziali interruzioni dell'offerta nella regione. L'arretramento generalizzato delle azioni è stato guidato dai forte calo in Cina, Giappone e Corea del Sud, poiché i trader hanno cercato di limitare la loro esposizione ai rischi geopolitici.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}In Cina, l'indice di riferimento Shanghai Composite è sceso di oltre l'1,2%, mentre l'Shenzhen Composite, ad alto contenuto tecnologico ha perso oltre l'1,5%. L'indice Nikkei 225 del Giappone è sceso dell'1,9% e il KOSPI della Corea del Sud è sceso dell'1,4%. Anche altri importanti mercati asiatici, tra cui Hong Kong, Singapore e Taiwan, hanno subito perdite significative.
Le escalation delle tensioni in Medio Oriente arrivano in un momento in cui l'economia globale è già alle prese con un rallentamento, guidato dalla disputa commerciale in corso tra gli Stati Uniti e la Cina, nonché dalle preoccupazioni per il potenziale impatto della Brexit. La svendita nei mercati asiatici ha fatto seguito anche al calo delle azioni statunitensi venerdì, mentre Wall Street si è scrollata di dosso i rischi geopolitici e si è concentrata sul report sull'occupazione più forte del previsto.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Gli analisti hanno avvertito che i mercati potrebbero rimanere volatili nei prossimi giorni poiché gli investitori monitorano da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e il loro potenziale impatto sull'economia globale. L'impennata dei prezzi del petrolio, se sostenuta, potrebbe anche pesare sulla crescita globale e sugli utili aziendali, esacerbando ulteriormente la turbolenza del mercato.
Nonostante l'incertezza, alcuni partecipanti al mercato sono rimasti cautamente ottimisti sul fatto che il sangue freddo avrebbe prevalso e evitato un conflitto militare in piena regola. Tuttavia, hanno riconosciuto che le tensioni geopolitiche potrebbero continuare a gettare un'ombra sui mercati globali nel breve termine.
Fonte: Al Jazeera


