I governi combattono per controllare le narrazioni digitali nel mezzo della crisi iraniana

Nel mezzo dei disordini civili in Iran, le nazioni stanno impiegando tattiche di censura digitale. Ma gli esperti affermano che questi sforzi per limitare le informazioni hanno avuto risultati contrastanti.
I governi stanno intensificando gli sforzi per controllare la narrativa digitale e limitare il flusso di informazioni durante la crisi in corso in Iran. Le tattiche includono il blocco di Internet, il divieto di post sui social media e il blocco dell’accesso alle immagini satellitari commerciali. Tuttavia, gli esperti suggeriscono che questi tentativi di censura hanno avuto risultati contrastanti di fronte a cittadini determinati e attivisti esperti di tecnologia.
I disordini in Iran sono stati innescati dalla morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni morta mentre era in custodia di polizia dopo essere stata arrestata per presunta violazione delle rigide regole dell'hijab. Questa tragedia ha galvanizzato proteste diffuse in tutto il Paese, con manifestanti che chiedevano maggiori diritti delle donne e libertà politiche.
In risposta, il governo iraniano ha messo in atto una radicale repressione digitale, limitando l'accesso alle piattaforme di social media come Instagram e WhatsApp, che sono state fondamentali per organizzare e documentare le proteste. Le autorità hanno anche interrotto la connettività Internet, rendendo difficile per i cittadini comunicare e condividere informazioni.
Fonte: NPR


