Accese manifestazioni scoppiano davanti al tribunale degli Stati Uniti per il caso di estradizione di Maduro

Appassionati sostenitori e critici del presidente venezuelano Nicolas Maduro si sono scontrati fuori da un tribunale federale di New York mentre all'interno veniva discusso il suo caso di estradizione di alto profilo.
La tensione era alta fuori da un tribunale federale di New York City mentre sostenitori e oppositori del presidente venezuelano Nicolas Maduro si sono riuniti per esprimere le loro opinioni sul suo caso di estradizione di alto profilo in fase di udienza all'interno. La scena ha evidenziato la natura controversa della lunga crisi politica in Venezuela e le forti emozioni che continua a evocare sia in patria che all'estero.
Su un lato dei gradini del tribunale, un gruppo di sostenitori di Maduro sventolava bandiere venezuelane e cantava slogan in sua difesa, denunciando quella che vedono come un'accusa politicamente motivata da parte degli Stati Uniti. Sostenevano che Maduro, al potere dal 2013, è il leader legittimamente eletto del Venezuela e che Washington sta oltrepassando i propri limiti cercando di metterlo sotto processo.
Dall'altra parte della strada, un gruppo altrettanto esplicito di critici di Maduro, molti dei quali esuli venezuelani che vivono negli Stati Uniti, hanno esposto cartelli che invocavano la caduta del presidente e chiedevano che fosse ritenuto responsabile del collasso economico e della crisi umanitaria del paese sotto il suo governo. Alcuni hanno accusato Maduro di essere un "dittatore" che ha schiacciato la democrazia e ha presieduto a diffuse violazioni dei diritti umani.
Le accuse contro Maduro derivano da un atto d'accusa del 2019 da parte dei pubblici ministeri federali di New York, che accusavano lui e molti dei suoi principali collaboratori di partecipazione a un'associazione a delinquere di narcoterrorismo, traffico di droga e riciclaggio di denaro. I pubblici ministeri sostengono che Maduro e i suoi associati abbiano permesso al gruppo guerrigliero delle FARC di utilizzare il Venezuela come base per operazioni di traffico di droga in cambio di tangenti.
Maduro ha negato con veemenza le accuse, liquidandole come una "nebbia di bugie" a sfondo politico. I suoi sostenitori sostengono che il caso fa parte di una più ampia campagna statunitense volta a indebolire e destabilizzare il governo socialista di Caracas. Tuttavia, il governo degli Stati Uniti accusa da tempo Maduro di corruzione, violazioni dei diritti umani e di brogli elettorali per restare al potere.
Le proteste fuori dal tribunale hanno evidenziato l'intensa polarizzazione che circonda la saga di Maduro, che non ha fatto altro che aggravare la crisi politica ed economica che attanaglia il Venezuela. Senza una fine in vista della situazione di stallo, la battaglia sul destino di Maduro sembra destinata a trascinarsi, sia nei tribunali che nelle strade.
Fonte: Al Jazeera


