Gli agenti dell'ICE rivelano tattiche di arresto e strumenti di sorveglianza controversi

Gli agenti dell'ICE in Oregon ammettono di utilizzare un'app personalizzata per identificare gli obiettivi e di avere quote di arresti giornalieri, esponendo strategie interne segrete che portano a detenzioni di massa e raid.
ICE in Oregon hanno testimoniato sotto giuramento sulle tattiche segrete e sulla tecnologia che utilizzano durante le operazioni di controllo dell'immigrazione, fornendo uno sguardo raro sulle opache strategie interne che portano alle detenzioni di massa e ai raid caotici negli Stati Uniti.
In una causa federale, gli agenti dell'ICE hanno rivelato di aver ricevuto un'app mobile su misura per aiutarli a identificare i quartieri e gli individui da prendere di mira per gli arresti. Hanno anche ammesso di avere quote giornaliere di arresti che avrebbero dovuto raggiungere durante le loro operazioni.

Le rivelazioni offrono uno sguardo inquietante sulle tattiche aggressive e spesso opache impiegate dall'ICE come parte della repressione dell'amministrazione Trump sugli immigrati privi di documenti. I critici accusano da tempo l'agenzia di utilizzare sorveglianza intrusiva, profilazione razziale e obiettivi di performance irrealistici per aumentare il numero delle deportazioni, e questa testimonianza in tribunale sembra confermare tali preoccupazioni.
"Questo è il tipo di informazioni che l'ICE ha sempre cercato di tenere nascoste al pubblico", ha affermato Adriana Cazorla, sostenitrice dei diritti dell'immigrazione. "Questi agenti stanno essenzialmente ammettendo di utilizzare tattiche e tecnologie disumanizzanti per dare la caccia alle comunità di immigrati, con scarso riguardo per il giusto processo o i diritti umani."
Secondo la testimonianza, agli agenti ICE in Oregon è stato ordinato di effettuare almeno otto arresti al giorno durante le operazioni di controllo. È stata inoltre fornita loro un'app mobile personalizzata che ha permesso loro di identificare e monitorare potenziali "obiettivi" in base a fattori come i dati demografici del quartiere e le interazioni passate con le forze dell'ordine.
"L'app consente loro essenzialmente di mappare le comunità di immigrati e di concentrarsi sugli individui più vulnerabili", ha spiegato Cazorla. "È un livello agghiacciante di sorveglianza e controllo che non trova posto in una società democratica."
Le rivelazioni arrivano mentre l'ICE e altre agenzie federali per l'immigrazione si trovano ad affrontare un crescente esame e critiche per le loro tattiche aggressive e la mancanza di trasparenza. Attivisti e gruppi per le libertà civili chiedono da tempo maggiore controllo e responsabilità, sostenendo che i metodi dell'agenzia violano i diritti costituzionali ed erodono la fiducia del pubblico.
"Questa testimonianza mostra fino a che punto l'ICE riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi di applicazione, anche se ciò significa calpestare i diritti delle comunità di immigrati", ha affermato Cazorla. "È uno sguardo inquietante sul funzionamento interno di un'agenzia che è diventata sempre più irresponsabile e militarizzata."
Mentre la causa federale avanza, esperti legali e sostenitori degli immigrati dicono di sperare che le rivelazioni degli ufficiali dell'ICE portino a una maggiore trasparenza e riforma all'interno dell'agenzia. Ma per ora, la testimonianza è servita solo a erodere ulteriormente la fiducia del pubblico e ad approfondire le preoccupazioni sulle tattiche e sulle priorità dell'agenzia.


