L'immigrato supera la tragedia e lotta per la giustizia in California

Un uomo ucciso dagli agenti dell'ICE in California respinge un'accusa di omicidio in El Salvador, sollevando interrogativi sulle tattiche di controllo dell'immigrazione.
I sostenitori degli immigrati si stanno mobilitando attorno a un uomo a cui hanno sparato in California gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti, ma che secondo loro ha respinto un'accusa di omicidio nel suo paese natale, El Salvador. Il caso ha suscitato un rinnovato esame delle tattiche utilizzate dai funzionari delle forze dell'ordine per l'immigrazione e delle sfide affrontate dagli immigrati privi di documenti che cercano un nuovo inizio negli Stati Uniti.
L'incidente è avvenuto a Patterson, in California, quando gli agenti dell'ICE si sono avvicinati all'uomo, che non è stato identificato pubblicamente, come parte di un'operazione mirata di controllo. Secondo l'avvocato dell'uomo ne è nata una rissa e un agente dell'ICE ha aperto il fuoco, colpendo l'uomo. L'uomo è stato portato in un ospedale locale e si prevede che si riprenderà dalle ferite.
Ciò che rende questo caso particolarmente degno di nota è il passato dell'uomo in El Salvador. Il suo avvocato sostiene che l'uomo era stato precedentemente accusato di omicidio nel suo paese d'origine, ma alla fine è stato assolto. Ciò solleva dubbi sul motivo per cui gli agenti dell'ICE lo avrebbero preso di mira, data la sua apparente storia legale.
Fonte: The New York Times


