La lingua indigena kirghisa rischia l’estinzione digitale

Gli algoritmi di YouTube distribuiscono contenuti russi ai bambini kirghisi, minacciando la sopravvivenza della lingua indigena. I genitori temono l’erosione culturale nell’era digitale.
Nelle regioni montuose dell'Asia centrale, la lingua kirghisa ha resistito secoli di sconvolgimenti politici, occupazione straniera e pressioni culturali. Eppure oggi questa antica lingua indigena deve affrontare un nuovo e inaspettato avversario: gli algoritmi che governano una delle piattaforme digitali più influenti al mondo. I sofisticati sistemi di ricerca e consiglio di YouTube indirizzano sistematicamente i giovani kirghisi verso contenuti in lingua russa, anche quando cercano attivamente video nella loro lingua madre, un fenomeno che ha suscitato profonda preoccupazione tra educatori, ambientalisti culturali e genitori preoccupati in tutta la diaspora kirghisa.
La questione rappresenta un moderno paradosso della globalizzazione digitale. Mentre un tempo Internet veniva annunciata come una forza democratizzante in grado di preservare le lingue minoritarie e connettere comunità disperse, la sua architettura algoritmica spesso rafforza il predominio di lingue più grandi e più commercialmente valide. Per il popolo kirghiso, la cui lingua appartiene alla famiglia turca ed è parlata da circa 200.000 a 250.000 persone in tutto il mondo, questo pregiudizio algoritmico minaccia di accelerare la perdita della lingua a un ritmo senza precedenti. Il problema è particolarmente grave tra le generazioni più giovani, che trascorrono in media tre o quattro ore al giorno sulle piattaforme di streaming video.
Il meccanismo alla base di questo cambiamento culturale affonda le sue radici nel modo in cui funzionano gli algoritmi di raccomandazione di YouTube. Questi sistemi sono addestrati su vasti set di dati che danno priorità alle metriche di coinvolgimento: tempo di visualizzazione, percentuali di clic e fidelizzazione degli utenti. Poiché i contenuti in lingua russa beneficiano di una base di utenti molto più ampia e di numeri di coinvolgimento corrispondentemente più elevati, l’algoritmo impara a dargli la priorità. Quando un bambino cerca contenuti educativi in Kirghizistan, il sistema spesso suggerisce alternative russe, calcolando che il bambino è statisticamente più propenso a cliccare e guardare video russi fino in fondo. Non si tratta necessariamente di una discriminazione intenzionale, ma piuttosto dell'inevitabile risultato dell'ottimizzazione algoritmica in assenza di garanzie specifiche per le lingue minoritarie.
Fonte: Wired


