L’Iran nega l’urgenza diplomatica di riprendere i colloqui con gli Stati Uniti dopo l’uccisione di Soleimani

L'iraniano Larijani smentisce le affermazioni che Teheran è stata spinta a riprendere i colloqui con gli Stati Uniti dopo l'assassinio del suo generale Qassem Soleimani, insistendo che la posizione dell'Iran rimane invariata.
Il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani ha respinto le affermazioni secondo cui Teheran avrebbe subito pressioni per riprendere i colloqui diplomatici con gli Stati Uniti in seguito all'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Larijani ha respinto le notizie, insistendo sul fatto che la posizione dell'Iran sui negoziati con gli Stati Uniti rimane invariata.
Soleimani, il comandante della forza d'élite iraniana Quds, è stato ucciso in un attacco di droni statunitensi a Baghdad il 3 gennaio 2020, un atto che ha portato l'Iran e gli Stati Uniti sull'orlo della guerra. In seguito, alcuni media statunitensi hanno riferito che Teheran stava affrontando rinnovate pressioni per tornare al tavolo delle trattative con Washington.
Larijani ha negato con veemenza queste affermazioni, dicendo ai giornalisti che
Fonte: Al Jazeera


