L’Iran respinge la richiesta di Trump di resa incondizionata definendola un “sogno”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian respinge l'appello di Trump alla "resa incondizionata" dell'Iran nell'attuale crisi in Medio Oriente, definendolo un "sogno" e scusandosi per gli attacchi iraniani contro gli stati del Golfo.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha fermamente respinto la richiesta di Donald Trump per la resa incondizionata del Paese, liquidandola come un mero sogno. In un discorso preregistrato trasmesso sabato dalla televisione statale, Pezeshkian ha chiarito che l'Iran non capitolerà mai, rispondendo alle osservazioni del presidente degli Stati Uniti, il quale aveva affermato che solo la sottomissione totale dell'Iran potrebbe porre fine alla guerra.
I commenti arrivano mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo ottavo giorno, con la regione coinvolta in una crisi conflitto in rapida escalation. Con una mossa rara, il leader iraniano ha anche rivolto scuse ai vicini stati del Golfo per gli attacchi iraniani che avevano preso di mira siti all'interno dei loro confini.

