La squadra nazionale femminile iraniana saluta l'inno, sfidando la repressione delle proteste

Il gesto dell'inno della squadra di calcio femminile iraniana segnala il passaggio da una protesta silenziosa, mentre le autorità continuano a reprimere il dissenso attraverso lo sport.
Con una svolta significativa rispetto alla precedente protesta silenziosa, la nazionale di calcio femminile iraniana ha salutato il proprio inno durante la partita contro l'Australia di giovedì. Questo gesto sembra essere l'ultimo esempio di un giro di vite delle autorità sull'uso dello sport come strumento di protesta contro il governo.
La squadra femminile dell'Iran aveva precedentemente optato per il silenzio durante l'inno nazionale nella sua prima partita, facendo eco alle manifestazioni diffuse in tutto il paese scatenate dalla morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni morta in custodia di polizia dopo essere stata arrestata per presunta violazione delle rigide regole dell'hijab del paese.
La decisione di salutare l'inno questa volta sembra essere una risposta alla tattica pesante del governo nel tentativo di reprimere ogni forma di dissenso, anche nel campo dello sport. Questa repressione non si limita alla squadra femminile: anche la nazionale maschile ha subito pressioni per evitare qualsiasi manifestazione di solidarietà con il movimento di protesta durante la Coppa del Mondo 2022.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Fonte: Deutsche Welle


