Sentenza storica: la Corte Suprema annulla il divieto della terapia di conversione in Colorado

Con una decisione storica, la Corte Suprema degli Stati Uniti annulla il divieto del Colorado sulla “terapia di conversione”, schierandosi con un consulente cristiano che sosteneva che la legge violava la libertà di parola.
Con una sentenza molto attesa e controversa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il divieto del Colorado sulla terapia di conversione per i giovani LGBTQ+. Con una decisione 8 a 1, la corte più alta della nazione si è schierata dalla parte di un consulente cristiano che ha sostenuto che la legge che vieta la pratica screditata violava i diritti del Primo Emendamento.
Il caso è stato portato alla Corte Suprema dopo che un tribunale di grado inferiore ha confermato il divieto della terapia di conversione del Colorado, che era una delle circa due dozzine di leggi simili promulgate in tutto il paese negli ultimi anni. Il parere della maggioranza della corte, scritto dal giudice Samuel Alito, ha sostenuto che la legge solleva notevoli preoccupazioni sulla libertà di parola e deve soddisfare un elevato standard legale che poche leggi sono in grado di approvare.
I sostenitori del divieto della terapia di conversione avevano sostenuto che la pratica screditata, che mira a cambiare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di una persona, causa notevoli danni psicologici ai giovani LGBTQ+. Tuttavia, la sentenza della Corte Suprema suggerisce che i diritti di libertà di parola dei consulenti hanno la precedenza sul benessere dei giovani vulnerabili.
La decisione rappresenta un grave passo indietro per i sostenitori LGBTQ+ che speravano che i tribunali rispettassero le leggi che vietano la terapia di conversione, che è stata ampiamente denunciata dalle organizzazioni mediche e di salute mentale come inefficace e dannosa. Con la sentenza della Corte Suprema, il futuro di tali divieti in tutto il Paese rimane incerto.
L'unico voto contrario è arrivato dal giudice Sonia Sotomayor, che ha sostenuto che la legge avrebbe dovuto essere mantenuta poiché era intesa a proteggere la salute mentale dei giovani LGBTQ+, non a sopprimere la libertà di parola dei consulenti. Il dissenso di Sotomayor ha sottolineato il danno significativo causato dalla terapia di conversione e l'importanza di salvaguardare i giovani vulnerabili.
La sentenza della Corte Suprema rimanda il caso ai tribunali di grado inferiore, dove la legge del Colorado dovrà ora affrontare un ostacolo legale più elevato per essere accolta. È probabile che questa decisione abbia implicazioni di vasta portata per il futuro dei divieti delle terapie di conversione negli Stati Uniti, poiché i sostenitori e i legislatori LGBTQ+ sono alle prese con come proteggere i giovani rispettando i diritti dei consulenti del Primo Emendamento.
Fonte: The Guardian

