Sentenza storica: la Corte Suprema degli Stati Uniti annulla il divieto della "terapia di conversione" del Colorado

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il divieto del Colorado sulla “terapia di conversione” per i giovani LGBTQ, innescando un acceso dibattito sui diritti degli stati di regolamentare pratiche controverse di salute mentale.
terapia di conversione, una pratica controversa che mira a cambiare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di una persona, è da tempo oggetto di intensi dibattiti e battaglie legali negli Stati Uniti. Con una decisione storica, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il divieto imposto dal Colorado riguardo a questa pratica, stabilendo che la legislazione statale violava il diritto alla libertà di parola dei professionisti della salute mentale.
La sentenza 3-2 della più alta corte nazionale ribalta di fatto la legge del Colorado, che proibiva ai terapisti autorizzati di impegnarsi nella terapia di conversione con pazienti di età inferiore ai 18 anni. Questa decisione è vista come una battuta d'arresto significativa per la comunità LGBTQ, poiché più di 20 stati degli Stati Uniti e gran parte dell'Europa, inclusa la Germania, hanno già vietato la pratica.
Il caso, presentato da un gruppo di terapisti cristiani, sosteneva che la legge del Colorado violava i diritti del Primo Emendamento limitando la loro capacità di discutere e promuovere le proprie convinzioni religiose relative alla sessualità e all'identità di genere. La Corte Suprema ha concordato, stabilendo che il divieto statale della terapia di conversione equivaleva a una discriminazione basata sui contenuti incostituzionale.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Fonte: Deutsche Welle


