Il Montenegro a 20 anni: in equilibrio tra sogni europei e legami con la Serbia

Due decenni dopo l’indipendenza, il Montenegro persegue l’adesione all’UE, affrontando la corruzione, le divisioni interne e la continua influenza politica della Serbia nella regione.
Sono trascorsi due decenni dalla storica decisione del Montenegro di separarsi dall'unione statale con la Serbia, segnando un momento cruciale che ha rimodellato il panorama politico dei Balcani occidentali. Oggi, la piccola nazione adriatica è un capofila dei Balcani occidentali per l’adesione all’UE, avendo compiuto progressi sostanziali nei suoi sforzi di integrazione rispetto ai paesi vicini. Tuttavia, questo viaggio verso l'integrazione europea rimane complicato da sfide persistenti, tra cui la corruzione endemica, le divisioni interne irrisolte e la persistente influenza politica del suo ex partner, la Serbia.
Il referendum sull'indipendenza del Montenegro nel 2006 è stato un momento di svolta per la nazione, ottenuto con uno stretto margine del 55,5% a favore della separazione. Lo scioglimento pacifico dell'unione statale con la Serbia è stato largamente facilitato dal riconoscimento da parte della comunità internazionale della scelta democratica del popolo montenegrino. Da quel voto epocale, il Paese ha perseguito un percorso deliberato verso l’integrazione occidentale, aderendo alla NATO nel 2017 e avanzando sostanzialmente nei suoi negoziati di adesione all’UE. Questi risultati hanno posizionato il Montenegro come uno dei candidati più avanzati dell'intera regione dei Balcani, una distinzione che riflette sia la determinazione della sua leadership che il sostegno delle istituzioni occidentali.
Il perseguimento della nazione verso l'adesione all'Unione Europea ha catalizzato significative riforme istituzionali e sforzi di armonizzazione giuridica. Il Montenegro ha intrapreso un lavoro globale per allineare il proprio quadro legislativo agli standard europei, modernizzare il proprio sistema giudiziario e rafforzare le istituzioni democratiche. Questi sforzi sono stati riconosciuti da Bruxelles, che ha riconosciuto i progressi del Paese in molteplici settori, tra cui lo stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione e la governance economica. Il governo ha investito considerevoli risorse nella chiusura dei restanti capitoli dei negoziati di adesione, dimostrando un impegno costante nel soddisfare i requisiti dei criteri di Copenaghen.
Fonte: Deutsche Welle


