Navigare nella crisi iraniana: fragile cessate il fuoco, futuro incerto

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è una pausa, non una risoluzione. I colloqui di venerdì a Islamabad dovranno affrontare il programma nucleare iraniano e il futuro della regione.
L'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è stato accolto con comprensibile sollievo. I colloqui ora si svolgeranno a Islamabad venerdì, offrendo la possibilità di fare un passo indietro rispetto al pericolo immediato di una guerra più ampia. Questo momento non dovrebbe essere confuso con una risoluzione, ma inteso come una pausa, un'opportunità per testare percorsi verso una soluzione politica difficile ma necessaria.
Nonostante le affermazioni di successo da tutte le parti, la realtà è che nessun partito stava vincendo la guerra. Il presidente Donald Trump ha definito il conflitto sia come una vittoria militare che come un passo verso il cambio di regime in Iran. Eppure la guerra fu mal concepita, costruita sul presupposto che sarebbe stata rapida e decisiva. Invece si è rivelato molto più costoso e dannoso per la credibilità degli Stati Uniti. Non ha prodotto un cambio di regime. Piuttosto, ha portato alla promozione e al consolidamento di una nuova leadership più dura e mai sperimentata a capo dello stesso sistema politico. La struttura della Repubblica islamica rimane intatta, dimostrando la sua capacità di assorbire gli shock e consolidare la propria autorità.

Il cessate il fuoco è positivo ma fragile. I colloqui di venerdì a Islamabad devono affrontare il programma nucleare dell'Iran ed evitare di mettere da parte il resto della regione. La crisi iraniana è lungi dall’essere finita, stiamo invece entrando in una fase nuova e incerta. Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa a Chatham House, avverte che questa non è una risoluzione, ma una pausa per testare percorsi verso una difficile soluzione politica.

La guerra è stata costruita sul presupposto che sarebbe stata rapida e decisiva, ma si è rivelata molto più costosa e dannosa per la credibilità degli Stati Uniti. Non ha prodotto un cambio di regime, ma piuttosto ha portato alla promozione e al consolidamento di una nuova leadership più dura e mai testata in Iran. La struttura della Repubblica islamica rimane intatta, dimostrando la sua capacità di assorbire gli shock e consolidare la propria autorità.
Il cessate il fuoco è una gradita tregua, ma la crisi iraniana è lungi dall'essere finita. I colloqui di Islamabad devono affrontare le questioni cruciali in gioco, compreso il programma nucleare iraniano, ed evitare di mettere da parte il resto della regione. Si tratta di una pausa, non di una risoluzione: un'opportunità per testare percorsi verso una soluzione politica difficile ma necessaria.
Fonte: The Guardian


