Il Niger sfida le richieste dell’UE: il presidente deposto resta detenuto

La giunta militare del Niger ha respinto con fermezza la richiesta del Parlamento europeo di liberare l'ex presidente Bazoum, avvertendo l'UE di smettere di interferire nelle questioni interne del paese.
Niamey, Niger - Con una posizione coraggiosa e incrollabile, la giunta governativa del Niger ha respinto con fermezza una risoluzione del Parlamento europeo che chiedeva il rilascio del deposto presidente Mohamed Bazoum. I vertici militari hanno chiarito che non hanno intenzione di soddisfare le richieste dell'UE, insistendo ancora di più sul rifiuto di piegarsi alle pressioni internazionali.
Con una dichiarazione dai toni forti, il governo della giunta ha avvertito l'Unione europea di smettere di intromettersi negli affari interni del Niger. Hanno affermato che la detenzione dell'ex presidente è una questione di sicurezza nazionale e una misura necessaria per proteggere la sovranità del Paese.
La situazione in Niger è in uno stato di cambiamento dopo la presa del potere militare del 26 luglio, che ha visto il rovesciamento di Bazoum, il presidente democraticamente eletto. Da allora la giunta ha consolidato il proprio potere, licenziando i funzionari del precedente governo e istituendo le proprie strutture amministrative.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}La risoluzione del Parlamento europeo, adottata giovedì, condanna il colpo di stato e chiede l'immediato rilascio di Bazoum, tenuto prigioniero dopo la presa del potere militare. L'UE ha anche minacciato di imporre sanzioni alla giunta se non riuscirà a ripristinare l'ordine costituzionale.
Tuttavia, i leader militari del Niger sono rimasti ribelli, accusando l'UE di tentare di interferire negli affari interni del paese. Hanno insistito sul fatto che la detenzione di Bazoum è una misura necessaria per garantire la stabilità e la sicurezza del paese, che è alle prese con una crescente minaccia da parte dei ribelli islamici nella regione.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Lo stallo tra il Niger e l'UE ha acuito le tensioni nella regione, con il timore che la crisi politica in corso possa destabilizzare ulteriormente il paese e la circostante regione del Sahel. La comunità internazionale ha monitorato attentamente la situazione, esortando tutte le parti coinvolte a trovare una soluzione pacifica alla crisi.
Mentre la giunta continua a sfidare le richieste dell'UE, il futuro del Niger rimane incerto, con il rischio di un'ulteriore escalation e di instabilità regionale incombente. La comunità internazionale osserverà attentamente per vedere come si evolverà questa situazione nei prossimi giorni e settimane.
Fonte: Deutsche Welle

