
Una nuova ricerca esplora il fenomeno psicologico della “resa cognitiva” poiché gli utenti dell’intelligenza artificiale si affidano sempre più a risposte fornite dalle macchine, abbandonando il ragionamento logico.
La resa cognitiva, il fenomeno in cui gli utenti esternalizzano abitualmente il loro pensiero critico alle risposte apparentemente autorevoli dell'intelligenza artificiale, è al centro di una nuova ricerca innovativa. Questo studio approfondisce i fattori psicologici che spingono le persone ad abbandonare il pensiero logico a favore di risposte fornite dalle macchine e il modo in cui la pressione del tempo e gli incentivi esterni possono influenzare questo processo decisionale.
I ricercatori dell'Università della Pennsylvania si basano sugli studi esistenti su due ampie categorie di processi decisionali: il Sistema 1, modellato da un'elaborazione veloce, intuitiva ed affettiva, e il Sistema 2, guidato da un ragionamento lento, deliberativo e analitico. Sostengono che l'ascesa dei sistemi di intelligenza artificiale ha introdotto una nuova, terza categoria di cognizione artificiale, in cui le decisioni sono influenzate da un'intelligenza esterna automatizzata piuttosto che dai processi mentali dell'utente.
Fonte: Ars Technica