Un uomo pakistano accusato del complotto di Trump sostiene che l'Iran lo ha costretto

Un uomo d'affari pakistano sotto processo per aver complottato per uccidere Donald Trump testimonia di essere stato costretto a partecipare al piano dalla Guardia rivoluzionaria iraniana, che ha minacciato la sua famiglia.
pakistano Asif Merchant ha preso posizione in sua difesa, sostenendo di essere stato costretto dalla Guardia rivoluzionaria iraniana a partecipare a un complotto per assassinare Donald Trump. Merchant, 47 anni, è sotto processo presso il tribunale federale di Brooklyn con l'accusa di terrorismo e omicidio su commissione.
Merchant ha testimoniato che la Guardia rivoluzionaria aveva minacciato sua moglie e sua figlia adottiva a Teheran per assicurarsi il suo coinvolgimento nel presunto piano. Ha detto di aver appoggiato il complotto perché temeva per la sicurezza della sua famiglia in Iran.
L'insolita mossa di Merchant di testimoniare in propria difesa arriva quando i pubblici ministeri lo hanno accusato di aver complottato per uccidere l'ex ex agente statunitense. Presidente. Merchant, parlando attraverso un traduttore urdu, ha detto alla giuria di essere stato costretto dalla Guardia rivoluzionaria, la forza d'élite di sicurezza e intelligence del governo iraniano.
Il caso evidenzia le complesse tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e l'Iran, con il commerciante nazionale pakistano che afferma di essere stato trascinato involontariamente nel presunto complotto di omicidio da parte delle autorità iraniane. I pubblici ministeri, tuttavia, sostengono che Merchant abbia partecipato volontariamente al piano per prendere di mira l'ex presidente.
La testimonianza di Merchant fornisce una svolta drammatica al processo, poiché egli cerca di assolversi dalle responsabilità incolpando la potente Guardia rivoluzionaria dell'Iran. L'esito del caso potrebbe avere implicazioni più ampie per le relazioni USA-Iran e per la lotta contro il terrorismo e la violenza politica.


