Un politico sostiene che le carceri del NSW hanno ascoltato illegalmente le sue chiamate con i detenuti

Un deputato del NSW sostiene che gli agenti carcerari hanno violato la legge monitorando le sue conversazioni con i prigionieri e minacciando coloro che cercava di aiutare.
Esclusivo: la MLC dei Verdi Sue Higginson dice al parlamento che i servizi correttivi sapevano cose "che rendevano molto chiaro che avevano monitorato la nostra conversazione".
Un parlamentare del Nuovo Galles del Sud ha affermato che gli agenti carcerari hanno ascoltato illegalmente le sue chiamate con i detenuti e poi hanno minacciato coloro che avevano cercato il suo aiuto.
Il portavoce della giustizia dei Verdi, Sue Higginson, ha affermato che le sue telefonate erano "regolarmente" monitorate nonostante fosse contro la legge che gli agenti dei servizi correttivi ascoltassero le chiamate tra parlamentari e prigionieri.
Higginson ha affermato che i servizi correzionali "sapevano cose" sulle sue conversazioni con i detenuti "che rendevano molto chiaro che avevano monitorato la nostra conversazione".
Secondo la parlamentare, il monitoraggio illegale ha portato gli agenti dei servizi correttivi a minacciare alcuni dei prigionieri che aveva aveva parlato, che cercavano il suo aiuto.
Le accuse sollevano serie preoccupazioni circa la privacy e la riservatezza della comunicazione tra funzionari eletti e individui incarcerati, che è generalmente protetta dalla legge per garantire trasparenza e responsabilità nel sistema giudiziario.
Le affermazioni di Higginson si inseriscono in un dibattito più ampio sul ruolo della supervisione carceraria e sulla necessità di salvaguardare i diritti sia dei detenuti che degli eletti. rappresentanti.
Il governo del Nuovo Galles del Sud deve ancora rispondere alle accuse, ma è probabile che la questione attiri molta attenzione e attenzione da parte dei difensori delle libertà civili e del pubblico.
In qualità di portavoce della giustizia dei Verdi, Higginson è stato un convinto sostenitore della riforma carceraria e ha difeso i diritti delle persone incarcerate. Le sue affermazioni, se dimostrate vere, potrebbero avere implicazioni di vasta portata per la trasparenza e la responsabilità del sistema correzionale dello Stato.
Fonte: The Guardian


