Politici e jogging: una metafora stanca

Da Tony Blair ad Andy Burnham, i politici usano le foto di jogging per segnalare lo slancio. Ma queste immagini cliché funzionano ancora davvero?
Il sindaco dell'area metropolitana di Manchester è diventato l'ultimo ad aggiungersi ad una tradizione lunga e ben consolidata: politici di spicco che tentano di proiettare un'immagine di vitalità, slancio in avanti e azione decisiva attraverso il mezzo alquanto scomodo del jogging pubblico. Quando Andy Burnham annunciò la sua intenzione di candidarsi al parlamento, la narrazione visiva di accompagnamento era quasi del tutto prevedibile, come le fotografie accuratamente allestite di un politico in abbigliamento sportivo, deliberatamente catturato nel bel mezzo di quella che sembrava essere un'intensa corsa mattutina.
La comunicazione politica ha sempre fatto molto affidamento sul potere delle immagini simboliche e delle metafore attentamente costruite per trasmettere messaggi all'elettorato. Eppure pochi strumenti politici si sono rivelati così persistenti, o così costantemente imbarazzanti, come l’impiego del jogging come metafora dello slancio politico e del progresso. La pratica suggerisce energia, determinazione, capacità di resistenza e capacità di tenere il passo con le esigenze delle alte cariche. In teoria, è un'elegante abbreviazione visiva per la narrazione che un politico desidera promuovere su se stesso e sulla propria agenda politica.
La tendenza del jogging come metafora politica ha radici profonde nella cultura politica britannica, che risalgono a decenni fa attraverso varie amministrazioni e linee di partito. Quando un politico sceglie di farsi fotografare mentre è impegnato in questa particolare forma di esercizio, sta essenzialmente tentando di trasmettere diversi messaggi contemporaneamente: che possiede la resistenza necessaria per la carica, che rimane in contatto con la gente comune e la sua routine quotidiana e, soprattutto, che è letteralmente "sulla strada giusta".
Il fenomeno solleva interrogativi piuttosto convincenti sulla comunicazione politica moderna e sugli estremi a volte assurdi a cui i personaggi pubblici si spingono per modellare la propria immagine pubblica. A 56 anni, Burnham era profondamente consapevole che il suo annuncio avrebbe dominato i cicli di notizie in tutto il paese. Capì che le telecamere sarebbero state posizionate per catturare ogni suo movimento. Eppure, nonostante questa consapevolezza, o forse proprio a causa di essa, è uscito dalla sua residenza venerdì mattina vestito con quello che può essere descritto solo come un abbigliamento sportivo piuttosto poco lusinghiero, completo di quelli che gli osservatori hanno definito cimeli datati dell'Everton Football Club degli anni '80, disposto a esporsi allo sguardo accurato dei fotografi mentre mostrava quelli che molti potrebbero considerare aspetti poco lusinghieri del suo fisico.
Questa volontà di abbracciare immagini potenzialmente poco lusinghiere al servizio di una narrazione politica la dice lunga sulla natura calcolata della comunicazione politica moderna. La decisione di fare jogging in pubblico non è spontanea o casuale: è deliberata, pianificata e progettata per innescare reazioni specifiche da parte dei media e del pubblico in generale. Eppure c'è qualcosa di quasi controproducente in questa strategia, poiché l'assoluta ovvietà della manipolazione può minare l'autenticità stessa che intende trasmettere.
Il precedente storico di questo particolare tipo di teatro politico si estende ben oltre Burnham. Figure politiche britanniche di tutto lo spettro hanno tentato di sfruttare la fotografia di jogging come strumento per modellare la percezione pubblica. La pratica è diventata particolarmente diffusa durante gli anni ’90 e 2000, quando vari politici di spicco hanno cercato di proiettare un’immagine di vitalità giovanile e connessione con la cultura del fitness contemporanea. Ogni iterazione ha seguito un copione notevolmente simile: il politico in abbigliamento sportivo, catturato a metà passo, suggerendo movimento, progresso e slancio in avanti sia letteralmente che metaforicamente.
Ciò che rende la metafora del jogging particolarmente interessante dal punto di vista degli studi sulla comunicazione è la sua trasparenza. A differenza delle forme più sottili o sofisticate di messaggio politico, non c’è niente di particolarmente intelligente o sfumato nel rappresentare un politico impegnato in un esercizio cardiovascolare. Eppure proprio questa trasparenza potrebbe essere parte del suo fascino duraturo. In un'epoca caratterizzata da interpretazioni sofisticate e narrazioni politiche attentamente realizzate, c'è qualcosa di quasi piacevolmente diretto nel dire, attraverso immagini attentamente messe in scena, "Sono energico, sto andando avanti, sto letteralmente correndo verso i miei obiettivi politici".
La pratica solleva anche interrogativi sull'autenticità e la relatività nella politica contemporanea. Gli elettori comuni rispondono positivamente nel vedere i loro leader indossare abiti sportivi poco lusinghieri, alle prese con la loro routine di fitness? Oppure l’ovvia messa in scena di questi momenti crea una distanza tra politico e pubblico, evidenziando il divario tra l’immagine gestita con cura e la genuina esperienza umana? Le risposte sono probabilmente complesse e variano a seconda dei dati demografici del pubblico, delle appartenenze politiche e delle abitudini individuali di consumo dei media.
Inoltre, gli esperti di immaginario politico suggeriscono che l'efficacia di tali tattiche è probabilmente diminuita nel tempo poiché gli elettori sono diventati consumatori sempre più sofisticati dei media politici. La proliferazione dei social media e delle piattaforme digitali ha reso più facile per i cittadini mettere in discussione, criticare e parodiare questi momenti attentamente organizzati. Un politico che fa jogging nel 2024 si trova ad affrontare un ambiente mediatico molto diverso rispetto a uno che faceva la stessa cosa nel 1994, dove i mezzi di informazione tradizionali esercitavano un controllo molto maggiore su quali immagini raggiungevano il pubblico e su come venivano inquadrate.
Anche il contesto più ampio che circonda l'annuncio del jogging di Burnham è importante. Il suo ingresso in corsa rappresenta un momento significativo nella politica britannica contemporanea, con implicazioni sul modo in cui il potere e l’influenza fluiscono all’interno di un grande partito politico. Tuttavia, inquadrare questo annuncio attraverso la lente di una corsa mattutina rischia di banalizzare quello che altrimenti potrebbe essere un momento politico sostanziale. Ciò suggerisce che l'aspetto visivo dell'impegno atletico è in qualche modo più importante o più comunicativo delle discussioni politiche dettagliate o delle spiegazioni articolate della sua visione politica e dei suoi obiettivi.
I commentatori culturali osservano da tempo che la politica moderna spesso dà priorità all'immagine rispetto alla sostanza, alla narrativa visiva rispetto all'analisi politica dettagliata. Il continuo ricorso a tattiche come la fotografia di jogging, nonostante la loro evidente artificialità e la loro natura sempre più obsoleta, suggerisce che i professionisti della comunicazione politica credono che queste immagini siano ancora in risonanza con gli elettori. Se questa convinzione sia giustificata rimane una questione aperta, che probabilmente sarà ampiamente dibattuta man mano che questo ciclo politico avanza.
Poiché consideriamo la curiosa persistenza dei politici che fanno jogging come una strategia di comunicazione, potremmo chiederci cosa rivela questo sulla nostra cultura politica più in generale. Noi, come elettori, siamo veramente persuasi da tali immagini? Oppure siamo così abituati a queste performance che a malapena le registriamo più, archiviandole semplicemente come un’altra parte prevista del teatro politico? La risposta probabilmente coinvolge elementi di entrambi, suggerendo che nel prossimo futuro, figure politiche ambiziose continueranno ad allacciarsi le scarpe da ginnastica e scendere in strada, metafore in movimento.
In definitiva, il fenomeno del jogging come simbolismo politico persiste perché funziona su più livelli contemporaneamente. Fornisce ai fotografi immagini accessibili e riconoscibili. Offre ai giornalisti una prospettiva semplice per le loro storie. Consente ai politici di proiettare messaggi attentamente controllati sulla loro energia, impegno e slancio in avanti. E, cosa forse più importante, richiede sforzi e costi relativamente minimi per l’implementazione, rendendolo una scelta economica per i team di comunicazione politica con budget e vincoli di tempo limitati. Che gli elettori lo trovino persuasivo o semplicemente divertente, la tendenza non mostra segni di scomparire presto.
Fonte: The Guardian


