La costosa scommessa della Russia: vendetta o fallimento nella guerra in Ucraina?

A quattro anni dall’inizio del conflitto ucraino, Mosca ora vede l’invasione come una mossa necessaria, anche se costosa. Esplora la prospettiva russa su questa guerra controversa e in corso.
A quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina, il Cremlino sta intensificando la sua decisione di invadere, considerando il conflitto non come un errore strategico ma piuttosto come una scommessa necessaria che, nonostante il suo alto prezzo, alla fine è stata vendicata. Mentre gli osservatori occidentali hanno a lungo denunciato l'invasione come un disastroso errore di calcolo, la posizione di Mosca è cambiata radicalmente man mano che la guerra si trascina.
Per il presidente russo Vladimir Putin e la sua cerchia ristretta, la guerra in Ucraina è diventata una prova di volontà, una partita ad alto rischio di scacchi geopolitici in cui le potenziali ricompense superano i costi significativi. Credono che, affermando il controllo sull'Ucraina, la Russia possa rivendicare il suo legittimo posto come superpotenza globale e respingere la percezione dell'invasione della NATO e dell'influenza occidentale nella regione.
Nonostante le pesanti perdite subite dall'esercito russo, il Cremlino sostiene che l'invasione era necessaria per proteggere le popolazioni di lingua russa nell'Ucraina orientale e per impedire all'Ucraina di aderire alla NATO, una mossa che Mosca considera una minaccia esistenziale. In questa narrazione, la guerra è un male necessario, un passo doloroso ma in definitiva giustificato per salvaguardare gli interessi di sicurezza nazionale della Russia.
Questo cambiamento di prospettiva è stato guidato, in parte, dal successo del Cremlino nel mantenere una salda presa sul potere in patria, nonostante le ricadute economiche e diplomatiche della guerra. Putin è riuscito a consolidare la sua autorità, reprimendo il dissenso e assicurando che la maggioranza dell'opinione pubblica russa continui a sostenere la campagna militare, anche se i costi umani e finanziari continuano a crescere.
Inoltre, il Cremlino ha cercato di dipingere la guerra come uno scontro di civiltà, una difesa della cultura e dei valori russi contro la percepita invasione del liberalismo occidentale. Questa narrazione ha avuto risonanza in un segmento significativo della popolazione russa, che vede il conflitto come una lotta per la sovranità nazionale e la preservazione del tradizionale posto della Russia nell'ordine mondiale.
Mentre la guerra si trascina, la narrativa di rivendicazione del Cremlino è diventata sempre più radicata, con funzionari e media controllati dallo stato che hanno rilanciato l'idea che le azioni della Russia, sebbene costose, fossero in definitiva necessarie e giustificate. Questo cambio di prospettiva ha implicazioni significative per il corso del conflitto, poiché suggerisce che è improbabile che il Cremlino faccia marcia indietro o cerchi una soluzione negoziata in tempi brevi.
Invece, Mosca sembra determinata ad andare avanti, utilizzando una combinazione di forza militare, pressione economica e guerra dell'informazione per raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina e riaffermare la propria influenza nella regione. Il percorso da percorrere sarà probabilmente lungo e difficile, con il potenziale di un'ulteriore escalation e di continue sofferenze umane.
In definitiva, il cambiamento di prospettiva del Cremlino sulla guerra in Ucraina riflette una lotta per il potere e l'influenza più profonda sulla scena globale, che probabilmente avrà conseguenze di vasta portata per la Russia, l'Ucraina e la più ampia comunità internazionale.
Fonte: Al Jazeera

