Spie russe catturate utilizzando potenti strumenti di hacking per iPhone di un appaltatore militare statunitense

Rivelazione esplosiva che un appaltatore militare statunitense è collegato agli strumenti di hacking dell'iPhone utilizzati dalle spie russe in Ucraina. Google scopre lo spionaggio informatico da parte di un gruppo russo e di criminali informatici cinesi.
Con una rivelazione sorprendente, è venuto alla luce che alcuni dei potenti strumenti di hacking utilizzati dalle spie russe nei loro attacchi informatici contro l'Ucraina sono stati originariamente sviluppati da un appaltatore militare statunitense. Questa scoperta è stata fatta dal Threat Analysis Group di Google, che ha monitorato da vicino le attività informatiche di vari attori e gruppi di criminali informatici sponsorizzati dallo stato.
Smascherati gli strumenti di hacking
Secondo le scoperte di Google, il gruppo di spionaggio russo noto come Fancy Bear, o APT28, e un gruppo di criminali informatici con sede in Cina, hanno utilizzato una serie di sofisticati strumenti di hacking per prendere di mira un'ampia gamma di dispositivi, inclusi gli iPhone. Questi strumenti, progettati per sfruttare le vulnerabilità di iOS e di altri sistemi operativi mobili, sono stati originariamente creati da un appaltatore della difesa statunitense, hanno confermato fonti all'interno dell'organizzazione dell'appaltatore.
Tracciare l'origine degli strumenti di hacking
La scoperta di questi strumenti di hacking nelle mani di attori informatici russi e cinesi ha sollevato notevoli preoccupazioni circa il potenziale uso improprio della tecnologia sviluppata dagli appaltatori militari statunitensi. I ricercatori di Google sono riusciti a far risalire le origini di questi strumenti al contraente statunitense, che li aveva sviluppati per legittimi scopi di sicurezza nazionale. Tuttavia, sembra che da allora questi strumenti siano stati compromessi e caduti nelle mani di attori ostili, che ora li utilizzano per prendere di mira vittime innocenti.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}}Fonte: TechCrunch


