L’impennata dei prezzi del petrolio spinge all’azione democratica, Trump offre una risposta silenziosa

Mentre i prezzi del petrolio superano i 100 dollari al barile, i democratici colgono l’occasione per criticare le politiche energetiche dell’amministrazione, mentre il presidente Trump minimizza l’importanza del balzo.
L'impennata dei prezzi del petrolio è diventata un punto critico politico, con i democratici pronti a cogliere l'ultimo picco e a criticare le politiche energetiche dell'amministrazione Trump. Il presidente Trump, tuttavia, ha cercato di minimizzare l'importanza del balzo, che ha visto il greggio di riferimento degli Stati Uniti superare i 100 dollari al barile per la prima volta in oltre tre anni.
L'aumento dei costi alla pompa è emerso come un potente problema elettorale, con i democratici che sostengono che la decisione dell'amministrazione di ritirarsi dall'accordo sul nucleare iraniano e di imporre nuove sanzioni alla nazione OPEC ha interrotto le forniture globali di petrolio e fatto salire i prezzi. I repubblicani, d'altro canto, hanno attribuito la colpa a una serie di fattori, tra cui le tensioni geopolitiche e i problemi alla catena di approvvigionamento derivanti dalla pandemia di COVID-19.
Affrontando la questione, il presidente Trump ha cercato di rassicurare gli americani sul fatto che l'impennata dei prezzi sarebbe stata temporanea, sostenendo che
Fonte: The New York Times


