Crisi dello Stretto di Hormuz: minacce moderne contro la guerra delle petroliere degli anni '80

Scopri come le tensioni odierne sullo Stretto di Hormuz differiscono dalla guerra delle petroliere Iran-Iraq. Scopri i cambiamenti geopolitici e le moderne sfide marittime.
Lo spettro dei disagi marittimi nel Golfo Persico è riemerso negli ultimi anni, suggerendo paragoni storici con la famigerata guerra delle petroliere degli anni '80 tra Iran e Iraq. Durante quel conflitto devastante, entrambe le nazioni presero di mira le navi mercantili che attraversavano corsi d’acqua vitali, creando una crisi senza precedenti per i mercati petroliferi globali e il commercio internazionale. Tuttavia, mentre i paralleli tra allora e oggi meritano un attento esame, la crisi dello Stretto di Hormuz che il mondo si trova ad affrontare oggi opera in circostanze fondamentalmente diverse, guidate da attori geopolitici distinti, capacità tecnologiche e realtà economiche che la distinguono nettamente dal suo predecessore storico.
L'originale Guerra delle petroliere, che imperversò dal 1984 al 1988 durante la più ampia guerra Iran-Iraq, vide entrambi i belligeranti attaccare sistematicamente navi mercantili in una campagna calcolata per danneggiare reciprocamente le economie e spezzare il morale dei civili. Gli aerei iracheni hanno sganciato bombe su petroliere e infrastrutture iraniane, mentre l'Iran ha reagito contro le navi che sostenevano lo sforzo bellico dell'Iraq. In quattro anni, circa 544 navi furono attaccate, con 91 navi affondate o gravemente danneggiate, creando quella che gli analisti definirono una delle minacce più significative della storia al commercio marittimo internazionale. La sicurezza dello Stretto di Hormuz è diventata un punto focale di preoccupazione internazionale, poiché circa il 30% del commercio mondiale di petrolio via mare scorreva attraverso queste acque strette, rendendo le rotte marittime fondamentali per le forniture energetiche globali.
Le tensioni odierne nel Golfo Persico sono incentrate su una serie di attori e motivazioni fondamentalmente diversi. Piuttosto che un conflitto diretto da stato a stato, gli attuali disagi derivano da una guerra per procura, dalla competizione egemonica regionale e da vessazioni mirate da parte di attori non statali e potenze regionali che cercano di proiettare la propria influenza. Le preoccupazioni principali riguardano il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane che conduce manovre navali provocatorie, sequestri occasionali di navi commerciali e presunto coinvolgimento nell'attacco di navi, combinato con minacce di droni e missili da parte delle forze Houthi nello Yemen che rivendicano l'affiliazione con gli interessi iraniani. Ciò rappresenta un allontanamento dalle operazioni di combattimento sincronizzate e ad alta intensità che caratterizzavano il conflitto degli anni '80.
Fonte: Al Jazeera


