I sopravvissuti all'ictus lottano con un'assistenza riabilitativa inadeguata da parte del servizio sanitario nazionale

Il servizio sanitario nazionale si trova ad affrontare una grave carenza di personale riabilitativo, che limita le possibilità di recupero per i pazienti colpiti da ictus, avvertono i leader sanitari.
Si sta delineando una dura realtà all'interno del Servizio sanitario nazionale (NHS): lo stesso sistema progettato per supportare coloro che si stanno riprendendo da ictus che alterano la vita si trova ad affrontare una grave carenza di personale sanitario riabilitativo. Questa crisi sta infrangendo le speranze di innumerevoli sopravvissuti all'ictus, che ora vedono il loro percorso verso la guarigione gravemente ostacolato.
Secondo i dati, le persone nel Regno Unito ricevono cure riabilitative in ospedale solo tre o quattro giorni alla settimana - e una volta dimesse, questo scende a soli uno o due giorni alla settimana. Ciò semplicemente non è sufficiente per fornire il supporto intensivo e specializzato di cui i pazienti affetti da ictus hanno disperatamente bisogno durante il loro cruciale periodo di recupero.

La Chartered Society of Physiotherapy e l'Association of Chartered Physiotherapists in Neurology hanno lanciato l'allarme, avvertendo che la mancanza di fisioterapisti e altro personale specializzato sta incidendo direttamente sulla capacità dei sopravvissuti all'ictus di riconquistare la propria indipendenza e qualità di vita.
Più persone sopravvivono all'ictus nel Regno Unito che mai, a testimonianza dei progressi nelle cure di emergenza. Tuttavia, questa crescente popolazione di sopravvissuti all'ictus non riceve il supporto riabilitativo completo di cui ha bisogno per massimizzare realmente le proprie possibilità di recupero.
Le conseguenze di questa carenza di personale sono di vasta portata. I pazienti colpiti da ictus che non ricevono un’adeguata riabilitazione affrontano un rischio maggiore di disabilità a lungo termine, mobilità ridotta e una qualità di vita complessivamente ridotta. Ciò non solo ha un impatto negativo sugli individui e sulle loro famiglie, ma pone anche un onere significativo sul servizio sanitario nazionale e sul sistema sanitario in generale.
I leader sanitari chiedono con urgenza maggiori investimenti e la definizione delle priorità dei servizi di riabilitazione all'interno del servizio sanitario nazionale. Solo affrontando la grave carenza di personale specializzato il sistema sanitario potrà veramente mantenere la sua promessa di supportare i sopravvissuti all'ictus nel loro percorso verso il recupero e l'indipendenza.
La posta in gioco è alta e il momento di agire è adesso. I sopravvissuti all'ictus meritano di accedere a cure riabilitative complete e di alta qualità che possono fare la differenza nella loro capacità di riconquistare la propria vita e prosperare all'indomani di questo evento che cambia la vita.


