La Corte Suprema protegge gli ISP dalla responsabilità della pirateria musicale

La Corte Suprema ha stabilito all'unanimità che i fornitori di servizi Internet non possono essere ritenuti responsabili per la violazione del copyright dei loro clienti a meno che non adottino misure specifiche che inducano gli utenti a violare i copyright.
Con una vittoria significativa per i fornitori di servizi Internet (ISP), la Corte Suprema ha respinto i tentativi di Sony Music Entertainment di ritenere gli ISP responsabili della pirateria musicale dei propri clienti. La corte ha stabilito all'unanimità che gli ISP non possono essere ritenuti responsabili per la violazione del copyright da parte degli utenti a meno che non intraprendano azioni specifiche che abilitano o incoraggiano direttamente tale comportamento illegale.
Il caso di lunga data, Cox Communications contro Sony Music Entertainment, deriva da un verdetto da 1 miliardo di dollari emesso contro Cox Communications nel 2019 per non aver represso la pirateria musicale sulla sua rete. Sebbene l'ingente risarcimento danni sia stato successivamente annullato nel 2024, una corte d'appello federale ha comunque ritenuto Cox responsabile di contributo intenzionale alla violazione.

La sentenza unanime della Corte Suprema significa di fatto che gli ISP non devono effettuare terminazioni di massa degli utenti Internet accusati di scaricare o caricare illegalmente contenuti piratati file. Se la corte avesse deciso diversamente, gli ISP avrebbero potuto essere costretti a sorvegliare rigorosamente le loro reti contro la pirateria al fine di evitare verdetti da miliardi di dollari ai sensi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA).
Scrivendo a nome della maggioranza, il giudice John Roberts ha sottolineato che gli ISP devono intraprendere azioni specifiche che "inducono gli utenti a violare i diritti d'autore" per poter essere ritenuti responsabili. La semplice conoscenza della violazione o la mancata risoluzione dei recidivi non è sufficiente per stabilire la responsabilità contributiva.

La decisione è una vittoria significativa per l'industria di Internet, che aveva espresso preoccupazione per il fatto che una sentenza contro Cox avrebbe potuto costringere gli ISP a diventare la "polizia del copyright" del web. Gruppi di difesa di Internet hanno elogiato la sentenza, sostenendo che preserva le protezioni dell'approdo sicuro che hanno permesso a Internet di prosperare.
Tuttavia, la sentenza non dà agli ISP carta bianca contro la pirateria. Il giudice Sonia Sotomayor, affiancato dal giudice Ketanji Brown Jackson, ha scritto un'opinione concordante sostenendo che il ragionamento della maggioranza era troppo ristretto e potrebbe potenzialmente consentire agli ISP di impegnarsi in una cecità intenzionale per evitare responsabilità.

Nel complesso, la decisione della Corte Suprema nel caso Cox Communications contro Sony Music Entertainment rappresenta un'importante vittoria per l'ecosistema Internet e il principio secondo cui i fornitori di servizi non dovrebbero essere ritenuti responsabili per le azioni illegali dei loro utenti, a condizione che non partecipino attivamente o non incoraggino tale comportamento.
Fonte: Ars Technica


