La stilista di Sydney trionfa sulla pop star Katy Perry in un'epica disputa durata 16 anni sui marchi

L'alta corte australiana si è pronunciata in favore della stilista locale Katie Perry, ritenendo che l'etichetta della cantante e la distribuzione della merce fossero "violatori assidui" del marchio.
Con una sentenza storica, l'Alta Corte australiana si è schierata con la stilista locale Katie Perry nella sua epica disputa durata 16 anni sui marchi con la sensazione pop globale Katy Perry. La corte ha ritenuto che l'etichetta della cantante e il distributore di merchandise fossero stati "violatori assidui" del marchio consolidato della stilista, sin dal lancio della sua attività nel 2006.
La lunga battaglia legale era incentrata sulle somiglianze tra i due nomi, con il team di Katy Perry che sosteneva che l'uso del nome "Katie Perry" da parte della stilista avrebbe causato una diffusa confusione tra i consumatori e avrebbe commerciato ingiustamente l'immensa popolarità globale e il marchio della cantante. riconoscimento. Tuttavia, con una decisione a maggioranza, l'alta corte ha stabilito che l'etichetta dello stilista non violava le leggi sui marchi e non poteva causare confusione, indipendentemente dalla reputazione del cantante al momento della sua prima registrazione.


