Una donna tanzaniana con disabilità intellettiva vince l'appello dopo oltre un decennio nel braccio della morte

Lemi Limbu, una donna con grave disabilità intellettiva in Tanzania, ha visto la sua condanna per omicidio e la sua condanna a morte annullate dopo oltre 10 anni di prigione. Ora dovrà affrontare un nuovo processo.
tanzaniana Lemi Limbu, affetta da grave disabilità intellettiva, ha visto annullare la sua condanna per omicidio e la sua condanna a morte dopo aver trascorso più di un decennio in prigione in attesa dell'esecuzione. La trentenne è stata condannata per l'omicidio di sua figlia nel 2015, ma un tribunale di Shinyanga, nel nord della Tanzania, ha ora dichiarato che può presentare ricorso contro il verdetto.
Limbu, che ha poco più di 30 anni, dovrà ora affrontare un nuovo processo, anche se la data deve ancora essere fissata. Il suo caso ha messo in luce le sfide affrontate dalle persone con disabilità intellettive all'interno del sistema di giustizia penale Tanzania.
Secondo i rapporti, Limbu è stata condannata per l'omicidio di sua figlia nel 2015, un crimine che ha sempre sostenuto di non aver commesso. Gli avvocati hanno sostenuto che le sue disabilità intellettive le hanno reso difficile difendersi efficacemente durante il processo originale.
La decisione di annullare la condanna e la condanna di Limbu arriva dopo anni di patrocinio e sfide legali da parte di organizzazioni per i diritti umani e gruppi per i diritti dei disabili. Hanno evidenziato la necessità che la Tanzania migliori il trattamento riservato alle persone con disabilità intellettive all'interno del sistema di giustizia penale.
Sebbene il caso di Limbu sia stato una vittoria per gli attivisti dei diritti umani e dei diritti dei disabili, il suo calvario ricorda duramente le sfide affrontate dagli individui vulnerabili nel sistema di giustizia penale Tanzania. I difensori ora monitoreranno da vicino il processo di nuovo processo per garantire che Limbu riceva un risultato giusto ed equo.
L'annullamento della sentenza di Limbu e la prospettiva di un nuovo processo offrono un barlume di speranza, ma il suo caso sottolinea anche la necessità che la Tanzania attui riforme più complete per proteggere i diritti delle persone con disabilità intellettive e di altri gruppi emarginati all'interno del sistema di giustizia penale.


