Emerso il divario nell’abuso tecnologico nel diritto interno del Regno Unito

La commissione dei Lord ha appreso che il Domestic Abuse Act non riesce ad affrontare adeguatamente gli abusi facilitati dalla tecnologia, inclusi lo stalkerware e il rilevamento della posizione.
Un comitato selezionato dei Lord ha ricevuto testimonianze convincenti del fatto che l'attuale Domestic Abuse Act contiene lacune significative nel riconoscimento degli abusi facilitati dalla tecnologia, lasciando le vittime di molestie e sorveglianza digitali senza un'adeguata protezione legale. L'udienza ha portato rinnovata attenzione su una forma crescente di violenza da parte del partner che avviene sempre più attraverso i canali digitali, dal rilevamento nascosto della posizione ai software di monitoraggio invasivi.
Durante le prove presentate al comitato, Jen Reed, responsabile delle politiche presso il prestigioso Gender and Tech Research Lab dell'University College di Londra, ha sottolineato che gli abusi facilitati dalla tecnologia sono diventati "sempre più diffusi" e sono ora "molto comuni in un contesto di abusi domestici". La sua testimonianza ha evidenziato l’urgente necessità di una riforma legislativa per affrontare la natura in evoluzione della violenza domestica in un mondo sempre più digitale. Le osservazioni di Reed sottolineano una svista critica nell'attuale legge britannica che non riesce ad affrontare in modo esauriente il modo in cui gli autori di abusi utilizzano la tecnologia come arma contro i loro partner ed ex partner.
I tipi di abuso tecnologico che attualmente non rientrano in quadri giuridici espliciti includono il rilevamento della posizione senza consenso, software di monitoraggio nascosto comunemente noto come stalkerware, accesso non autorizzato ad account personali e molestie digitali attraverso piattaforme di messaggistica e social media. Queste tattiche consentono agli autori di abusi di mantenere la sorveglianza e il controllo sulle loro vittime anche quando la distanza fisica le separa, creando nuove dimensioni di minaccia e intimidazione che la legislazione tradizionale sugli abusi domestici non è stata progettata per affrontare.
Il Gender and Tech Research Lab è stato in prima linea nella documentazione e nell'analisi dell'intersezione tra tecnologia e violenza da parte del partner. La loro ricerca rivela che gli autori dei reati spesso utilizzano sofisticati strumenti digitali per monitorare i movimenti, le comunicazioni e le connessioni sociali delle loro vittime, creando un senso pervasivo di sorveglianza e controllo. Questa forma di abuso spesso accompagna la violenza domestica tradizionale, creando una minaccia complessa che le vittime devono affrontare su più fronti contemporaneamente.
Le prove presentate al comitato dei Lord suggeriscono che il Domestic Abuse Act del 2021, pur essendo rivoluzionario sotto diversi aspetti, è stato redatto prima che la portata e la sofisticatezza degli abusi consentiti dalla tecnologia diventassero pienamente evidenti ai politici. La legislazione affronta principalmente l'abuso fisico, il comportamento controllante e coercitivo e il danno psicologico, ma non menziona esplicitamente la sorveglianza digitale, il rilevamento della posizione o lo stalkerware come forme di abuso che meritano considerazione e intervento legali specifici.
La testimonianza di Reed rappresenta la voce delle organizzazioni di ricerca e di advocacy che lavorano con le vittime di abusi e con i servizi di supporto alla violenza domestica. Questi gruppi hanno documentato numerosi casi in cui le vittime non sono state in grado di ottenere protezione legale dalle molestie e dalla sorveglianza digitale perché tale condotta non era esplicitamente riconosciuta come abusiva ai sensi della legge attuale. Il divario tra le realtà vissute dai sopravvissuti agli abusi e il quadro giuridico progettato per proteggerli è diventato sempre più evidente poiché la tecnologia gioca un ruolo sempre più importante nel facilitare gli abusi.
Le implicazioni di questa lacuna legislativa sono profonde per i sopravvissuti che cercano ordini di protezione e ricorso legale. Quando i tribunali e le forze dell’ordine non riconoscono l’abuso facilitato dalla tecnologia come una forma distinta e grave di violenza domestica, le vittime possono avere difficoltà a dimostrare l’esistenza di un comportamento di controllo o a ottenere le misure protettive di cui hanno disperatamente bisogno. Ciò crea una situazione pericolosa in cui gli autori di abusi possono continuare la sorveglianza digitale e le molestie rimanendo tecnicamente entro i limiti di ciò che la legge affronta esplicitamente.
L'inchiesta dei Lord sulla legge sugli abusi domestici arriva in un momento in cui i casi di abusi digitali stanno proliferando in tutto il Regno Unito. Le organizzazioni di supporto segnalano un drammatico aumento del numero di clienti che cercano aiuto per abusi legati alla tecnologia, dalle app di tracciamento installate segretamente agli account di social media compromessi e alla condivisione non consensuale di immagini intime. La coerenza di questi rapporti tra più organizzazioni suggerisce un problema sistematico piuttosto che incidenti isolati.
I gruppi di difesa che lavorano con le vittime di abusi domestici chiedono da tempo che il sistema di giustizia penale e il diritto civile si evolvano parallelamente al progresso tecnologico. Sostengono che il riconoscimento legale esplicito dell'abuso tecnologico consentirebbe alle vittime di accedere a ordini restrittivi che affrontano specificamente le molestie digitali, consentirebbe alle forze dell'ordine di indagare su tale condotta in modo più efficace e invierebbe un chiaro messaggio culturale secondo cui il controllo e la sorveglianza consentiti dalla tecnologia costituiscono un abuso che richiede un intervento legale.
La testimonianza davanti al Parlamento evidenzia anche l'intersezione tra abusi domestici e questioni di sicurezza informatica, poiché molti autori di reati sfruttano gli stessi strumenti digitali e le stesse vulnerabilità che preoccupano i professionisti della sicurezza informatica. I metodi utilizzati per tracciare i partner senza consenso, accedere ai loro account e monitorare le loro comunicazioni spesso implicano tecniche di cui gli esperti di sicurezza mettono in guardia in altri contesti, dai dispositivi compromessi agli attacchi di phishing.
Andando avanti, l'indagine della commissione dei Lord potrebbe catalizzare cambiamenti nel modo in cui gli abusi domestici vengono definiti e affrontati nella legge del Regno Unito. I politici dovranno probabilmente considerare come aggiornare la legislazione per affrontare esplicitamente gli abusi facilitati dalla tecnologia, garantendo al tempo stesso che la legge rimanga sufficientemente flessibile da comprendere forme nuove ed emergenti di controllo digitale mentre la tecnologia continua ad evolversi. Ciò potrebbe richiedere una stretta collaborazione tra esperti legali, tecnici e organizzazioni che lavorano direttamente con i sopravvissuti agli abusi.
Le prove presentate durante questa udienza servono a ricordare in modo cruciale che gli abusi domestici si sono trasformati nell'era digitale e che i quadri giuridici devono evolversi di conseguenza per proteggere le persone vulnerabili da tutte le forme di violenza intima del partner, sia di natura fisica, emotiva o tecnologica.


