La lotta per controllare i dispositivi indossabili basati sull'intelligenza artificiale: il tentativo inutile di un laureato di Harvard

Un laureato di Harvard ha sviluppato un dispositivo chiamato Spectre I per bloccare i dispositivi indossabili con intelligenza artificiale sempre in ascolto, ma gli esperti dicono che è improbabile che funzioni a causa dei limiti della fisica.
Nel tentativo di riprendere il controllo sugli onnipresenti dispositivi indossabili basati sull'intelligenza artificiale che circondano le nostre vite, un neolaureato di Harvard ha sviluppato un dispositivo chiamato Spectre I per bloccare questi dispositivi sempre in ascolto. Tuttavia, gli esperti affermano che questo tentativo di bloccare queste tecnologie onnipresenti sarà probabilmente inutile a causa dei vincoli fondamentali della fisica.

L'aumento di indossabili basati sull'intelligenza artificiale, dagli altoparlanti intelligenti ai fitness tracker, ha suscitato preoccupazioni sulla privacy e sul monitoraggio costante delle nostre attività quotidiane. Deveillance, la società dietro Spectre I, mira a fornire agli individui un mezzo per riprendere il controllo sui dati raccolti da questi dispositivi abilitati all'intelligenza artificiale.
Ma secondo gli esperti, la fisica alla base del funzionamento di questi dispositivi indossabili rende estremamente difficile, se non impossibile, bloccare efficacemente i loro segnali. Le comunicazioni wireless si basano su frequenze e livelli di potenza specifici per trasmettere dati e l'interruzione di queste trasmissioni richiede attrezzature specializzate e competenze che vanno oltre le capacità di un dispositivo di livello consumer.

"Le leggi della fisica semplicemente non consentono il funzionamento di una soluzione semplice come Spectre I", spiega la dott.ssa Sarah Lim, professoressa di ingegneria elettrica presso il Massachusetts Institute of Technology. "I dispositivi indossabili sono progettati per funzionare a livelli di potenza molto bassi, il che li rende resistenti alle interferenze. Bloccare questi segnali richiederebbe un livello di sofisticazione e potenza in uscita che va oltre la portata di un dispositivo di livello consumer."
Inoltre, l'ubiquità di questi dispositivi indossabili basati sull'intelligenza artificiale rappresenta un'altra sfida. Con miliardi di dispositivi già in uso in tutto il mondo, l'enorme volume di segnali wireless trasmessi rende poco pratico bloccarli tutti in modo efficace, anche con apparecchiature specializzate.
Nonostante le limitazioni, Deveillance rimane imperterrita, posizionando Spectre I come un gesto simbolico per aumentare la consapevolezza sulle preoccupazioni sulla privacy che circondano i dispositivi indossabili basati sull'intelligenza artificiale. Il fondatore dell'azienda, Aiden Coyne, un neolaureato ad Harvard, ritiene che, anche se Spectre I potrebbe non essere una soluzione tecnica, può fungere da catalizzatore per una discussione più ampia sulla necessità di maggiore trasparenza e controllo da parte degli utenti nel fiorente mondo della sorveglianza onnipresente basata sull'intelligenza artificiale.
"Il nostro obiettivo con Spectre I non è fornire una soluzione pratica, ma innescare una conversazione e incoraggiare le persone a pensare in modo critico alle implicazioni dell'intelligenza artificiale indossabili", afferma Coyne. "Ci auguriamo che, attirando l'attenzione su questo problema, possiamo ispirare ulteriore ricerca e sviluppo di tecnologie più efficaci per la tutela della privacy."
Fonte: Wired


