Migliaia di persone marciano a Madrid contro l'embargo statunitense su Cuba

I manifestanti si sono radunati davanti all’ambasciata americana a Madrid, condannando le paralizzanti sanzioni economiche che hanno gettato Cuba in una devastante crisi di potere.
Madrid, Spagna - Migliaia di persone si sono radunate sabato davanti all'ambasciata degli Stati Uniti nel cuore di Madrid, sventolando bandiere cubane e scandendo slogan contro l'embargo economico decennale imposto alla nazione insulare dagli Stati Uniti. I manifestanti hanno espresso solidarietà al popolo cubano, che sta soffrendo una grave crisi di blackout elettrico, esacerbata dalle sanzioni statunitensi.
La manifestazione, organizzata dal Partito Comunista spagnolo e da vari gruppi di solidarietà, ha chiesto la fine immediata del blocco statunitense, che secondo i manifestanti ha paralizzato l'economia cubana e causato immense difficoltà ai suoi cittadini. I relatori dell'evento hanno denunciato l'embargo come una politica "ingiusta e criminale" che ha privato i cubani di beni di prima necessità, tra cui cibo, medicine e accesso ai sistemi finanziari globali.

"Il blocco statunitense è un atto di guerra contro il popolo cubano", ha detto Ana Sanchez, un'insegnante di 45 anni venuta dalla città settentrionale di Valladolid per partecipare alla protesta. "È tempo che il mondo si unisca e chieda la fine di questa politica disumana che ha causato così tanta sofferenza."
L'ultima crisi energetica a Cuba ha lasciato gran parte del paese nell'oscurità per ore consecutive, con i residenti che lottano per far fronte all'elettricità intermittente e ai frequenti blackout. Le autorità hanno attribuito le interruzioni a una combinazione di fattori, tra cui l'invecchiamento delle infrastrutture, la carenza di carburante e l'impatto delle sanzioni statunitensi che hanno reso difficile per l'isola importare pezzi di ricambio e aggiornare la propria rete elettrica.
La protesta a Madrid avviene mentre il governo cubano è impegnato in una spinta diplomatica per aumentare la consapevolezza sull'impatto dell'embargo statunitense, in vigore dal 1962. Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha invitato la comunità internazionale a fare pressione sugli Stati Uniti affinché aboliscano le sanzioni, che secondo lui sono costate all'economia dell'isola più di 150 miliardi di dollari negli ultimi sessant'anni.
Il governo degli Stati Uniti ha difeso l'embargo, sostenendo che si tratta di una misura necessaria per fare pressione sul governo cubano affinché migliori la situazione dei diritti umani e le istituzioni democratiche. Tuttavia, questa politica è stata ampiamente condannata dalla comunità internazionale, con l'Assemblea generale delle Nazioni Unite che ogni anno vota a stragrande maggioranza per chiedere la fine dell'embargo.
La protesta di Madrid faceva parte di una giornata di azione globale contro il blocco statunitense, con manifestazioni simili che si sono svolte in città di tutto il mondo, tra cui L'Avana, Buenos Aires e Città del Messico. Gli organizzatori affermano che le manifestazioni sono una dimostrazione di solidarietà con il popolo cubano e un appello all'amministrazione Biden affinché adotti misure concrete per revocare le paralizzanti sanzioni.
Fonte: Al Jazeera


