L’amministratore Trump propone il campo per migranti di Guantánamo per i cubani

Gruppi per i diritti umani criticano il piano statunitense di detenere migranti cubani nella base militare di Guantánamo Bay se la crisi dovesse peggiorare nell'isola-nazione.
Decine di organizzazioni statunitensi e internazionali per i diritti umani denunciano il progetto dell'amministrazione Trump di istituire un "campo" di migranti per i cubani in fuga nella base militare di Guantánamo Bay se la crisi dell'isola dovesse peggiorare sotto la pressione degli Stati Uniti, secondo una lettera inviata venerdì ai membri del Congresso.
Il 85 gruppi intendono presentare la lettera congiunta, condivisa esclusivamente con il Guardian, ai senatori e ai rappresentanti della Camera degli Stati Uniti, esprimendo la loro "profonda preoccupazione" per i commenti fatti il mese scorso da un alto comandante del Dipartimento della Difesa e descrivendo qualsiasi prospettiva di ulteriore detenzione di migranti nella base come "profondamente preoccupante e inaccettabile".

Il piano proposto arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cuba, con l'amministrazione Trump che aumenta la pressione economica e diplomatica sulla nazione insulare. Ciò ha alimentato le preoccupazioni di una potenziale crisi umanitaria e di una nuova ondata di migranti cubani in fuga negli Stati Uniti.
Guantánamo Bay ha una storia lunga e controversa come centro di detenzione, in particolare per aver detenuto sospetti terroristi catturati nella Guerra al terrorismo. La prospettiva di utilizzare la base per detenere migranti cubani ha suscitato aspre critiche da parte di gruppi per i diritti umani, che sostengono che offuscherebbe ulteriormente la reputazione della struttura e violerebbe i diritti di coloro che cercano rifugio.
Nella lettera, le organizzazioni affermano che "qualsiasi piano di utilizzare Guantánamo Bay come centro di detenzione per migranti cubani sarebbe una flagrante violazione dei diritti umani fondamentali". Chiedono al Congresso di "respingere inequivocabilmente" la proposta dell'amministrazione e di "rispettare gli obblighi degli Stati Uniti ai sensi del diritto internazionale di proteggere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo".
I gruppi sottolineano anche la storia traumatica del centro di detenzione di Guantánamo Bay e il danno duraturo che ha causato a coloro che vi sono detenuti, sostenendo che sottoporre i migranti cubani a condizioni simili sarebbe "profondamente disumano e non etico".
Poiché la situazione a Cuba rimane incerta, è probabile che il dibattito sulla proposta dell'amministrazione si intensifichi, con le organizzazioni per i diritti umani che promettono di continuare la loro lotta contro qualsiasi progetto di utilizzare Guantánamo Bay come struttura di detenzione per migranti. L'esito di questa controversia potrebbe avere implicazioni significative per il futuro delle relazioni USA-Cuba e per il trattamento delle popolazioni vulnerabili in cerca di rifugio.
Fonte: The Guardian


