Il test di Trump su Taiwan: perché la strategia asiatica di Biden è importante

Mentre Trump si prepara ai colloqui di Pechino, gli esperti mettono in guardia dal compromettere lo status di Taiwan. Analisi strategica delle relazioni USA-Cina e degli impegni democratici.
L'imminente visita di Donald Trump a Pechino ha suscitato notevoli preoccupazioni tra politici, analisti regionali e sostenitori della democrazia riguardo alla potenziale traiettoria della politica degli Stati Uniti verso Taiwan. Mentre la nazione più potente del mondo si prepara ad una diplomazia ad alto rischio con il suo più formidabile concorrente geopolitico, gli osservatori stanno monitorando da vicino se gli impegni fondamentali americani nei confronti dei principi democratici e della stabilità regionale rimarranno saldi. La posta in gioco di questo impegno diplomatico va ben oltre i negoziati commerciali bilaterali, toccando il futuro della democrazia in Asia e l'ordine internazionale più ampio che è stato alla base di decenni di relativa pace e prosperità.
Il presidente cinese Xi Jinping e la sua amministrazione vedono chiaramente l'imminente viaggio di Trump a Pechino come un momento cruciale per rimodellare la politica americana nei confronti dell'isola autogovernata di Taiwan. Alti funzionari cinesi, tra cui il ministro degli Esteri Wang Yi, hanno iniziato a gettare le basi per un cambiamento fondamentale nelle relazioni bilaterali, collegando esplicitamente la politica di Taiwan a iniziative di cooperazione più ampie. Il momento è particolarmente strategico, poiché Trump si trova ad affrontare molteplici sfide geopolitiche che richiedono la cooperazione internazionale, dall’affrontare la questione nucleare iraniana alla gestione di complesse relazioni commerciali. Il calcolo di Pechino è semplice: posizionando Taiwan in un quadro più ampio di reciproco interesse e cooperazione, la leadership cinese spera di sfruttare la preferenza ben documentata di Trump per la diplomazia transazionale per ottenere concessioni che le precedenti amministrazioni hanno fermamente rifiutato.
Il fulcro della strategia negoziale della Cina prevede ciò che gli analisti descrivono come una combinazione di bastone e carota. Da un lato, Pechino lascia intravedere la possibilità di pressioni cinesi sull’Iran, di cooperazione su questioni economiche globali e di condizioni commerciali potenzialmente favorevoli che potrebbero avvantaggiare le industrie e le società americane. D’altra parte, implicito nel messaggio cinese è il suggerimento che il continuo sostegno ai sostenitori dell’indipendenza di Taiwan e robusti pacchetti di assistenza militare rappresentano ostacoli a una più profonda cooperazione bilaterale. Il pacchetto di vendita di armi da 11 miliardi di dollari annunciato alla fine del 2024 ha particolarmente irritato Pechino, che vede il sostegno militare americano a Taiwan come un'interferenza negli affari interni cinesi e una sfida diretta alle sue pretese di sovranità.
Fonte: The Guardian


