Trump tace sulla causa contro la pillola abortiva mentre incombe la Corte Suprema

L’amministrazione Trump rimane insolitamente silenziosa su una storica causa legale della FDA che minaccia l’accesso ai farmaci per l’aborto. Esaminiamo le implicazioni politiche e la posta in gioco.
Una significativa sfida legale all'approvazione dell'aborto farmacologico da parte della Food and Drug Administration ha spinto l'amministrazione Trump in una posizione politica scomoda, nonostante i funzionari abbiano mantenuto un atteggiamento pubblico particolarmente moderato sulla questione. La causa sulla pillola abortiva si è intensificata attraverso il sistema dei tribunali federali e ora si trova davanti alla Corte Suprema, dove i giudici alla fine determineranno se gli americani possono continuare ad accedere ai farmaci abortivi attraverso la consegna della posta. Questa battaglia legale rappresenta uno dei casi più importanti sui diritti riproduttivi da quando la Corte Suprema ha annullato Roe v. Wade nel 2022, ma il silenzio strategico dell'amministrazione sulla questione la dice lunga sulle mine politiche che circondano la politica sull'aborto.
La causa, intentata da gruppi anti-aborto, contesta direttamente l'espansione dell'accesso al mifepristone, il farmaco principale utilizzato nelle procedure di aborto farmacologico, da parte della FDA entro il 2023. Questi gruppi sostengono che l'agenzia ha ecceduto la sua autorità regolatoria quando ha allentato le restrizioni che in precedenza avevano limitato la distribuzione del farmaco. I ricorrenti sostengono che la decisione della FDA di consentire agli infermieri e agli assistenti medici di prescrivere il mifepristone e di consentirne la distribuzione tramite posta, viola la legge federale e la procedura amministrativa. Al centro di questo contenzioso c'è una questione fondamentale sul potere normativo: se la FDA ha valutato correttamente il profilo di sicurezza del farmaco quando ha apportato modifiche alle sue politiche o se ha agito oltre l'ambito della sua autorità legale.
La notevole riluttanza di Trump a prendere una posizione chiara sulla causa sui farmaci abortivi differisce nettamente dal suo stile di comunicazione pubblica tipicamente aggressivo. Durante la sua prima amministrazione, Trump ha nominato tre giudici della Corte Suprema che alla fine hanno fornito i voti per ribaltare Roe v. Wade, rimodellando radicalmente il panorama nazionale dell’aborto. Molti osservatori si aspettavano che accogliesse questo caso come un’opportunità per limitare ulteriormente i diritti riproduttivi, ma l’amministrazione ha ampiamente evitato commenti pubblici sostanziali sulla questione. Questa ambiguità strategica rivela le complessità politiche più profonde che circondano la questione dell'aborto, anche all'interno degli ambienti conservatori.
Fonte: The New York Times


