La crisi delle nascite in Turchia: perché la spinta di Erdogan per più bambini sta fallendo

Nonostante gli incentivi statali, le famiglie turche devono far fronte all’aumento dei costi. Scopri perché la campagna sulla fertilità di Erdogan deve affrontare una dura battaglia in mezzo alle pressioni economiche.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto dell'aumento del tasso di natalità una pietra angolare della sua politica demografica, considerando la crescita demografica un elemento essenziale per il futuro economico e geopolitico della Turchia. Tuttavia, nonostante le molteplici iniziative governative e gli incentivi finanziari volti a incoraggiare le famiglie più numerose, la risposta dei genitori turchi è stata deludente. Lo scollamento tra le ambizioni del governo e le decisioni di pianificazione familiare rivela ansie economiche più profonde che nessuna iniziativa politica è ancora riuscita ad affrontare in modo efficace.
Il governo turco ha lanciato una vasta gamma di incentivi alla fertilità volti a invertire il calo dei tassi di natalità. Questi programmi includono pagamenti in contanti per i neonati, servizi di assistenza all’infanzia sovvenzionati, agevolazioni fiscali per le famiglie con più figli e politiche rafforzate sul congedo parentale. Inoltre, il governo ha investito in infrastrutture a misura di famiglia e in campagne promozionali che mettono in risalto le gioie della genitorialità. Nonostante questi sforzi globali, il tasso di fertilità della Turchia continua la sua traiettoria discendente, con molte famiglie che scelgono di avere meno figli o di ritardare del tutto la genitorialità.
Le pressioni economiche rappresentano il principale ostacolo alle ambizioni demografiche di Erdogan. L’aumento del costo della vita ha aumentato drammaticamente l’onere finanziario della crescita dei figli in Turchia, rendendo le famiglie più numerose sempre più inaccessibili per le famiglie della classe media e operaia. I prezzi delle case sono saliti alle stelle nei principali centri urbani come Istanbul e Ankara, mentre le spese per l’infanzia, l’istruzione e i beni di prima necessità sono diventati proibitivi per molte famiglie. Le giovani coppie sono profondamente consapevoli che crescere i figli richiede ingenti risorse finanziarie e stanno prendendo decisioni economiche razionali per limitare di conseguenza le dimensioni della famiglia.
L'inflazione è diventata una preoccupazione fondamentale per le famiglie turche, erodendo il potere d'acquisto e rendendo difficile per le famiglie sostenere le spese di base legate alla crescita dei figli. Negli ultimi anni, la Turchia ha registrato tassi di inflazione elevati che hanno superato la crescita dei salari, lasciando molte famiglie che lavorano con un reddito reale ridotto. Questa stretta economica ha reso sempre più scoraggiante la prospettiva di sostenere più figli, indipendentemente dai sussidi governativi. I genitori devono bilanciare il desiderio di famiglie più numerose con la realtà pratica delle loro circostanze finanziarie e la sicurezza economica in genere ha la precedenza sulle aspirazioni demografiche.
La disconnessione tra la politica del governo e il comportamento di pianificazione familiare riflette tensioni più ampie nella società turca per quanto riguarda la crescita della popolazione e lo sviluppo economico. Mentre l’amministrazione Erdogan ritiene che tassi di natalità più elevati siano necessari per mantenere una popolazione giovane e in crescita e sostenere la produttività economica e i sistemi pensionistici, le singole famiglie danno priorità alla stabilità finanziaria e alla qualità della vita. Questo disallineamento fondamentale tra gli obiettivi demografici nazionali e le preoccupazioni economiche delle famiglie si è rivelato difficile da superare attraverso i meccanismi politici tradizionali.
I costi dell'istruzione rappresentano un altro ostacolo significativo all'aumento della fertilità in Turchia. I genitori che investono in un’istruzione di qualità per i propri figli devono affrontare spese ingenti che si accumulano su più figli. Le tasse universitarie, le tasse scolastiche private, i servizi di tutoraggio e il materiale didattico contribuiscono tutti ai costi elevati per allevare figli ben istruiti. Le famiglie che fanno calcoli strategici sulle dimensioni della famiglia spesso concludono che limitare il numero di figli consente loro di investire in modo più sostanziale nell'istruzione e nelle prospettive future di ciascun bambino.
La maggiore partecipazione delle donne alla forza lavoro ha influenzato in modo significativo anche le decisioni di pianificazione familiare. Poiché sempre più donne turche perseguono un’istruzione superiore e opportunità di carriera, molte ritardano o riducono la gravidanza per mantenere il progresso professionale e l’indipendenza economica. Questo cambiamento riflette il cambiamento degli atteggiamenti sociali e delle necessità economiche, poiché le famiglie a doppio reddito sono diventate sempre più comuni tra le famiglie turche urbane. I costi opportunità della genitorialità, in particolare per le donne, sono aumentati notevolmente, rendendo le famiglie più numerose meno attraenti dal punto di vista economico.
I costi sanitari e l'incertezza sulle condizioni economiche future frenano ulteriormente le intenzioni di fertilità. Le famiglie turche esprimono preoccupazione riguardo alla possibilità di permettersi un’assistenza sanitaria adeguata per più figli, in particolare alla luce di potenziali perturbazioni economiche o crisi sanitarie. Inoltre, l’incertezza sulla stabilità economica a lungo termine rende i genitori restii ad assumersi gli obblighi finanziari associati alle famiglie più numerose. Queste preoccupazioni, radicate in reali esperienze e ansie economiche, si rivelano più convincenti degli incentivi statali nel modellare le decisioni di pianificazione familiare.
Le iniziative di politica demografica del governo, sebbene ben intenzionate e complete, non sono riuscite ad affrontare adeguatamente i vincoli economici sottostanti che guidano le decisioni di pianificazione familiare. I bonus in denaro per i neonati, sebbene graditi, rappresentano importi relativamente piccoli rispetto al costo totale necessario per crescere un bambino fino all’età adulta. I sussidi per l’infanzia, sebbene utili, spesso non riescono a coprire l’intera spesa dei servizi di assistenza all’infanzia di qualità. Le agevolazioni fiscali forniscono un sollievo modesto ma una compensazione insufficiente per i sostanziali oneri finanziari della genitorialità. Questi benefici incrementali, anziché trasformare l'economia familiare, rappresentano semplicemente piccole riduzioni dei costi che rimangono fondamentalmente insostenibili per molte famiglie.
I confronti internazionali rivelano che gli aumenti sostenuti della fertilità richiedono in genere sistemi di supporto sociale più completi di quelli attualmente forniti dalla Turchia. I paesi che sono riusciti a mantenere tassi di fertilità più elevati o ad invertire le tendenze al declino hanno investito ampiamente in servizi di assistenza all’infanzia a prezzi accessibili, istruzione sovvenzionata, politiche sul posto di lavoro favorevoli alla famiglia e robuste reti di sicurezza sociale. L'attuale quadro politico della Turchia, pur muovendosi in queste direzioni, non ha ancora raggiunto la portata e la portata necessarie per modificare radicalmente il comportamento di pianificazione familiare nella popolazione.
Il ruolo degli atteggiamenti culturali riguardo alle dimensioni della famiglia e ai ruoli di genere influenza anche le decisioni sulla fertilità nella Turchia contemporanea. Le generazioni più giovani, in particolare nelle aree urbane, hanno adottato valori diversi riguardo alla genitorialità rispetto alle generazioni precedenti. Le coppie turche moderne danno sempre più priorità allo sviluppo della carriera, alla realizzazione personale e alle preferenze di stile di vita insieme o al posto dell’espansione della famiglia. Questi cambiamenti culturali, che riflettono tendenze di modernizzazione più ampie nella società turca, si dimostrano resistenti all'inversione attraverso i meccanismi politici del governo.
La visione di Erdogan di una popolazione turca in crescita riflette il pensiero strategico sui dividendi demografici e sulla sostenibilità economica, ma le reali preferenze e i vincoli delle famiglie turche puntano in direzioni diverse. L’approccio politico globale del governo dimostra l’impegno nell’affrontare le sfide demografiche, ma il persistente divario tra gli obiettivi politici e l’effettivo comportamento di pianificazione familiare suggerisce che potrebbero essere necessarie trasformazioni economiche più fondamentali per aumentare significativamente i tassi di fertilità. Fino a quando le pressioni economiche sottostanti che guidano le decisioni di pianificazione familiare non saranno sostanzialmente alleviate, gli incentivi statali probabilmente rimarranno insufficienti per invertire la tendenza al calo del tasso di natalità in Turchia.
Guardando al futuro, i politici turchi si trovano ad affrontare scelte difficili per quanto riguarda gli obiettivi demografici e le priorità economiche. Il raggiungimento di un sostanziale aumento della fertilità richiederebbe sistemi di sostegno alle famiglie notevolmente migliorati o l’accettazione di una crescita demografica più lenta come conseguenza naturale dello sviluppo economico. L’attuale traiettoria politica, che prevede il mantenimento di incentivi moderati mentre persistono le pressioni economiche, sembra improbabile che possa colmare il divario tra le aspirazioni demografiche del governo e le realtà della pianificazione familiare. Il risultato determinerà in modo sostanziale il futuro demografico della Turchia e avrà implicazioni per la crescita economica, la composizione della forza lavoro e la struttura sociale a lungo termine.
Fonte: The New York Times


